Mercato obbligazionario a rischio volatilità e spiazzamento con acquisti BCE

Corporate bond, a giugno partono gli acquisti della BCE. Gli investitori privati rischiano di essere spiazzati da Francoforte, la liquidità è già scarsa oggi. Attesi prezzi volatili e benefici solo nel breve.

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Corporate bond, a giugno partono gli acquisti della BCE. Gli investitori privati rischiano di essere spiazzati da Francoforte, la liquidità è già scarsa oggi. Attesi prezzi volatili e benefici solo nel breve.

Ci avviciniamo al mese di giugno, quando la BCE inizierà ad acquistare anche i corporate bond denominati in euro da società con sede nell’unione monetaria e terrà la sua prima asta Tltro improntata su nuovi criteri molto più favorevoli alle banche per l’erogazione di liquidità. Si tratta delle misure di potenziamento degli stimoli monetari, annunciate il 10 marzo scorso e inattese sia nelle dimensioni che nel contenuto. Eppure, gli investitori non appaiono così raggianti come agli inizi dello scorso anno, quando l’annuncio del varo del “quantitative easing” aveva suscitato un’ondata di eccitazione sul mercato, sulle attese di una ripresa più veloce dell’economia dell’Eurozona e di una risalita dell’inflazione verso il target. A distanza di 15 mesi da quello storico 22 gennaio, infatti, l’evidenza suggerisce che le cose non sono andate così come si sperava, che l’inflazione resta intorno allo zero, la ripresa è debole e incerta e lo stesso secondo potenziamento del QE in tre mesi è la misura del fallimento degli stimoli precedentemente attuati.

Acquisti BCE spiazzerebbero mercato

Ma in questi giorni è scattato un vero e proprio allarme da parte dell’Associazione Europea dei Tesorieri d’Impresa, che rappresenta 21 associazioni nazionali nell’Eurozona, secondo la quale vi sarebbe il rischio di uno spiazzamento degli investitori privati da parte della BCE, i cui effetti nel medio periodo potrebbero pareggiare o finanche superare i benefici nel breve. La BCE acquisterà corporate bond, ovvero obbligazioni emesse da società non finanziarie, della durata residua compresa tra i 6 mesi e i 30 anni e che godano del rating “investment grade” da parte di almeno un’agenzia di valutazione. Lo farà sia sul mercato primario, sia su quello secondario, anche se l’istituto ha precisato che sul primo gli acquisti non avverranno per i bond emessi da società controllate da enti pubblici e che saranno inferiore al 70% di ciascuna emissione, la quale sarebbe, quindi, la soglia massima individuata.      

Volatilità prezzi possibile con liquidità scarsa

Ora, se la BCE dovesse effettivamente acquistare tra i due terzi e i tre quarti dei bond per ciascuna emissione, il risultato sarebbe per gli operatori del settore un iniziale crollo dei costi di finanziamento per le imprese, grazie alla crescita dei prezzi, ma gli investitori sarebbero allontanati dal mercato primario, con il rischio che nel tempo le imprese abbiano difficoltà nel reperire sufficiente domanda privata. Lo stesso fenomeno si verificherebbe sul secondario, dove già oggi la liquidità è scarsa. Con l’ingresso della BCE quale acquirente principale, non ci sarebbero più titoli sufficienti per effettuare le compravendite e questo nel medio periodo dovrebbe determinare una maggiore volatilità dei prezzi, ovvero anche dei rendimenti, cosa che annullerebbe i benefici di cui godrebbero gli emittenti nel breve termine. Diverse società si chiedono che accadrà sul mercato, quando la BCE diventerà il principale driver della domanda. Di fatto, i prezzi non sarebbero più rappresentativi della valutazione dei rischi da parte degli investitori, ma rifletterebbero gli acquisti di un unico soggetto, che peraltro non agisce secondo criteri di mercato. Per intanto, sappiamo che in appena due mesi dall’annuncio del super-QE, le emissioni di corporate bond con rating elevato sono aumentate a 85 miliardi di euro (21 miliardi nella sola settimana successiva al board), quando dall’inizio dell’anno al 10 marzo erano state di 49 miliardi. I rendimenti sono nettamente diminuiti in media all’1,01% dall’1,27% di prima dell’annuncio, anche se il minimo storico è stato raggiunto nel marzo stesso ed è stato pari allo 0,93%.  

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