Coronavirus, uno studio chiarisce quali sono le misure più efficaci

Le misure più efficaci contro il Covid secondo una ricerca dell'Università di Edimburgo.

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Misure efficaci coronavirus

Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Edimburgo, pubblicato sulla rivista Lancet Infectious Diseases, ha preso in esame le misure di contenimento del coronavirus prese in oltre cento Paesi nel mondo, stilando poi una sorta di classifica di quelli che sono i provvedimenti più efficaci per contrastare l’avanzata del virus nel territorio nazionale.

Le misure più efficaci e quelle meno

La misura più efficace è il divieto di prendere parte a eventi pubblici, in aggiunta a quella della proibizione di assembramenti: entrambe riducono di un quarto il fattore R, vale a dirette quante più persone può infettare un singolo individuo positivo al Covid-19.

La seconda misura migliore per evitare il diffondersi del contagio è la chiusura delle scuole, che porta a una riduzione complessiva del 15% del fattore riproduttivo.

A sorpresa, invece, mantenere le persone chiuse in casa per effetto del lockdown vissuto in Italia da marzo a inizio maggio ha un’incidenza minima, pari soltanto al 3%.

Inoltre, lo studio ha preso in esame quali siano i provvedimenti che hanno un impatto significativo sulla ripresa del coronavirus da una situazione di controllo: ebbene, la prima causa di ripresa dei contagi individuata dai ricercatori scozzesi è stata la riapertura delle scuole.

Inutile poi sottolineare come lo studio assegni un valore assoluto alle misure di protezione individuale come la mascherina, il lavaggio corretto delle mani e il distanziamento interpersonale non soltanto a scuola, ma anche nei luoghi di lavoro e all’interno dei mezzi di trasporto pubblico.

La situazione in Italia: le ultime

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha affermato che imporrà il lockdown alla sua regione, una notizia che ha destato da subito paura nella popolazione campana.

Ha parlato di situazione critica anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che si è dato tempo massimo una settimana per valutare nuove misure ancora più restrittive se quelle messe in atto con l’ultimo Dpcm non dovessero funzionare, senza escludere stavolta il lockdown.

Vedi anche: Nuovo Dpcm in arrivo? Ipotesi coprifuoco nazionale e restrizioni

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