Coronavirus, un anno dopo: com’è cambiato il mondo?

Come è cambiato il mondo un anno dopo il coronavirus?

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Quando si tornerà alla normalità

Il 20 febbraio 2020 il coronavirus faceva la sua comparsa in Italia, con il paziente 1 individuato a Codogno, piccolo comune della provincia di Lodi. Da allora com’è cambiato il mondo? In un approfondimento de Il Corriere della Sera, il quotidiano di RCS MediaGroup ha sintetizzato quelli che sono stati i più grandi cambiamenti vissuti negli ultimi dodici mesi.

Addio socialità

Baci, abbracci, strette di mano. Quello che un tempo rientrava nella normalità delle cose, oggi è soltanto un lontano ricordo. Il distanziamento fisico rimane una delle regole principali da rispettare per evitare il diffondersi del contagio, così come l’utilizzo della mascherina.

Consumi online in crescita, ma resiste lo shopping dal vivo

Il lockdown imposto dal governo durante la prima ondata ha avuto come diretta conseguenza una crescita esponenziale degli acquisti online da parte degli italiani, ma dai filmati mandati in onda durante i servizi dei vari telegiornali è evidente come la passione per lo shopping dal vivo non sia ancora tramontata, anzi.

Intrattenimento e cultura fermi

Dai musei ai concerti, passando per gli spettacoli e i film al cinema: l’Italia dell’intrattenimento e della cultura si è fermato in occasione del primo lockdown e non ha più saputo ripartire. Al momento l’unica via percorsa dagli artisti è quella dello streaming, ma la speranza è che il settore possa riaprire non appena il numero di vaccinazioni sarà sufficiente a consentire un graduale ritorno alla normalità.

Cenoni di Natale e Capodanno a domicilio o d’asporto

La fotografia della ristorazione italiana ai tempi del coronavirus è racchiusa nello scatto di fine dicembre, quando numerose famiglie italiane hanno optato per la consegna a domicilio o d’asporto dei cenoni di Natale e Capodanno.

Aumentano anche le persone che hanno dedicato più tempo alla cucina, come conferma il considerevole aumento della vendita degli ingredienti base (+28,5 per cento) rispetto alla flessione subita dai piatti pronti (-2,2 per cento).

Vedi anche: Italia in zona arancione scuro e lockdown soft dal 25 febbraio, ipotesi contro la terza ondata

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