Coronavirus, tutte le regole prorogate con lo stato di emergenza fino al 30 aprile

Smart working, mascherina e divieto spostamento, le regole prorogate fino al 30 aprile.

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Smart working come cambia ufficio

Il governo ha prorogato lo stato di emergenza fino al prossimo 30 aprile, alla luce della situazione di emergenza sanitaria causata dal coronavirus. Di conseguenza, sono state prorogate anche le regole principali in vigore nei mesi precedenti, come ad esempio l’obbligo di indossare le mascherine e la facoltà per il lavoratore di decidere in modo unilaterale sullo smart working.

Vediamo ora quali regole sono state confermate con l’ultima decisione del governo di prorogare lo stato di emergenza fino alla fine del mese di aprile.

Smart working

I lavoratori possono decidere in maniera unilaterale di ricorrere allo smart working, in virtù della procedura semplificata introdotta dall’esecutivo lo scorso anno. Senza la proroga, si sarebbe tornati ad applicare la legge numero 81 del 2017, che prevede da parte dell’azienda di prendere accordi individuali con ciascun dipendente per utilizzare lo strumento del lavoro agile da remoto.

Divieto di spostamento tra regioni

Almeno fino al 15 febbraio, come stabilito dal nuovo decreto, è vietato spostarsi tra Regioni e Province autonome, fatte salve le eccezioni degli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute e situazioni di necessità. Va inoltre ricordato che i cittadini sono liberi di fare rientro alla propria residenza o domicilio.

Mascherina all’aperto

Scontata la proroga della misura che prevede l’obbligo di indossare la mascherina sia nei luoghi chiusi (ad eccezione della propria abitazione) sia nei luoghi all’aperto. Riguardo a quest’ultimo aspetto, si ricorda che l’obbligo decade se ci si trova in luoghi isolati dove è garantito l’isolamento da altre persone non conviventi.

Protocolli aziendali anti-contagio

Infine, vengono prorogati anche i protocolli aziendali anti-contagio. Questo significa che il governo continuerà a dettare le misure ritenute necessarie per prevenire il rischio di contagio all’interno del luogo di lavoro, esonerando di fatto da ogni responsabilità il datore di lavoro.

La scadenza della proroga dovrebbe valere fino al nuovo termine dello stato di emergenza, a meno di modifiche in corso d’opera.

Vedi anche: Nuovo Dpcm 16 gennaio: le nuove regole in sintesi fino al 5 marzo

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