Coronavirus, timore lockdown: spie rosse e la mappa delle province a rischio

Secondo l'ultimo report di Gimbe aumentano le province a rischio varianti.

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Zona gialla

Dopo un breve periodo di tregua tornano a salire i contagi da coronavirus a causa delle varianti che stanno facendo moltiplicare i casi. Secondo l’ultimo monitoraggio della fondazione Gimbe, che prende in considerazione il periodo tra il 17 e il 23 febbraio, l’aumento è importante e l’ISS ha anche stimato che la nuova variante inglese ha una trasmissibilità superiore del 37% rispetto ai ceppi non varianti.

Varie province italiane a rischio

Aumentano del 9,8% i casi mentre in 41 province si è registrato un incremento dei casi oltre il 20%. In particolare, le tre province interessate sono Frosinone, Fermo e Arezzo. Sette province a testa si trovano in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. Secondo Renata Gili, responsabile Ricerca e Servizi sanitari di Gimbe: “Questi dati confermano che, per evitare lockdown più estesi, bisogna introdurre tempestivamente restrizioni rigorose nelle aree dove si verificano impennate repentine.”
Mentre si attende la bozza del nuovo Dpcm in arrivo e il monitoraggio ISS con le regioni che cambiano colore continuano anche a salire le ordinanze locali. Sono sempre di più i territori che passano in fascia rossa e arancione. Oltre a Bologna e tutta la provincia di Brescia, anche la località sarda di San Teodoro è passata in zona rossa a causa della variante inglese, così come Bono, in provincia di Sassari. In Piemonte passa alla zona rossa anche il comune di Re, in Val Vigezzo.
Queste località si aggiungono a tutti gli altri Comuni sparsi tra Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Marche, Toscana, Liguria e Lombardia che sono stati inseriti in fascia rossa o arancione rinforzato.

Spie rosse in varie province italiane

E mentre Salvini al Tg2 post si è detto contro a nuovi lockdown nazionali e ha parlato di interventi locali, il professor Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano a Skytg24 ha dichiarato:

“Il sistema a colori non ha funzionato, così come le chiusure parziali.

Il virus sta infatti continuando a diffondersi, facendo le sue danze, per questo mi preoccupa la situazione di Brescia e di Perugia”.

Il professor Andrea Crisanti, invece, a Today.it aveva parlato di una terza ondata in arrivo con segnali chiari, a partire dalla variante inglese ormai al 35%.
Al momento, però, l’ipotesi di un lockdown nazionale non sembra essere preso in considerazione ma sicuramente dettagli importanti arriveranno già con il nuovo monitoraggio dell’ISS e la prima bozza del Dpcm, che uscirà tra stasera e questo weekend e anticipa restrizioni ancora importanti fino a Pasqua.

Vedi anche: Le 8 regioni che rischiano la zona rossa e arancione: cambio colore dal 1° marzo

Zone rosse e arancione rafforzato, dove sono in Italia i lockdown locali

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