Coronavirus, perché i risparmi degli italiani potrebbero non bastare stavolta

Dopo l'emergenza coronavirus dovremmo aspettarci una riduzione degli investimenti in reddito fisso, oltre a importanti riallocazioni sul mercato del lavoro.

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Dopo l'emergenza coronavirus dovremmo aspettarci una riduzione degli investimenti in reddito fisso, oltre a importanti riallocazioni sul mercato del lavoro.

Il Coronavirus rappresenta la terza grande recessione del nuovo millennio, dopo quelle del 2008 e 2011. Allora gli italiani, famosi per essere un popolo di risparmiatori, arrivarono comunque preparati all’appuntamento. Stavolta però il discorso è diverso. Secondo quanto riportato dal Censis, il valore complessivo del risparmio delle famiglie italiane alla fine del 2018 non aveva ancora raggiunto la somma totale dell’anno 2008, prima che scoppiasse la crisi finanziaria. Le stime del Censis, citate dall’agenzia Agi, parlano di una diminuzione dei risparmi rispetto a dieci anni fa nell’ordine dello 0,4 per cento. Questo significa che in Italia, nel periodo compreso tra il 2008 e 2018, i risparmi sono rimasti sostanzialmente fermi.

Quale sarà la reazione delle famiglie al Coronavirus

Oggi ci si interroga quale sarà la reazione delle famiglie italiane al Coronavirus, tenendo conto della situazione di assoluta emergenza provocata dalla diffusione della pandemia in Italia e nel resto del mondo. Stando alle dichiarazioni di Giorgio Di Giorgio (professore ordinario di Economia monetaria all’Università Luiss), dovremmo aspettarci una riduzione degli investimenti in reddito fisso, oltre a importanti riallocazioni sul mercato del lavoro. Una diretta conseguenza della pandemia di Coronavirus sarà inoltre un forte aumento della liquidità. Alla base del pensiero di Di Giorgio c’è la reazione degli italiani di fronte alle due grandi crisi di recessione degli ultimi 15 anni, quella del 2008 e del 2011.

Gli ultimi dati sulla ricchezza delle famiglie italiane

Banca d’Italia riferisce che alla fine del 2017 le famiglie italiane avevano una ricchezza complessiva di 9.743 miliardi di euro, nettamente superiore rispetto al reddito disponibile (8 volte superiore). Poco più della metà della ricchezza degli italiani era costituita dal valore degli immobili (5.246 miliardi di euro), poco sotto il 50 per cento da attività finanziarie (4.374 miliardi di euro) e 926 milioni di euro da passività.

Insomma, questa grave pandemia cambierà anche il modo di risparmiare denaro tenendo in considerazione tutti quei fattori ora fondamentali, a partire dalla grave crisi economica che sta investendo il nostro paese con tutte le conseguenze negative per aziende e posti di lavoro.

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