Coronavirus, la strategia delle regioni per uscire dalla zona rossa e arancione

Quali strategie adottano le regioni per uscire dalla zona rossa e arancione?

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L’ultimo Dpcm del Presidente Conte ha diviso l’Italia in tre aree di rischio: rossa, arancione e gialla. Nella prima, quella maggiormente critica, sono finite Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria, mentre dalla mezzanotte di ieri si è aggiunta anche la Provincia autonoma dell’Alto Adige. In attesa di capire il comportamento dell’amministrazione altoatesina, Il Sole 24 Ore ha analizzato quelle che saranno le strategie delle Regioni dichiarate zona rossa e zona arancione per abbassare il livello di criticità e ottenere un grado inferiore di rischio al termine delle due settimane previste.

Rafforzamento dei Covid hotel nella regione Lombardia

La Lombardia ha deciso di puntare sul rafforzamento dei Covid hotel, in modo da alleggerire il peso dell’emergenza sanitaria ai pronto soccorso e agli ospedali, alla luce delle situazioni critiche che si stanno registrando in diverse province del territorio, ripiombato nell’incubo vissuto tra marzo e aprile.

Maxi piano della Sicilia per l’incremento di posti letto

La Sicilia figura tra le regioni poste nella zona arancione. Entro la fine del mese di novembre i posti di terapia intensiva dovrebbero superare il numero di 400 unità (416 per l’esattezza), mentre è scattato un maxi piano per aumentare il numero di posti letto previsto per le cure dei pazienti affetti da coronavirus a 3.600, individuati sia nelle strutture private che quelle pubbliche dell’intero territorio regionale.

In Puglia in arrivo ulteriori mille posti letto

Insieme alla Sicilia, anche la Puglia fa parte delle regioni italiani poste nell’area arancione. Così come nel territorio siciliano, anche la Puglia prevede l’attivazione di un maggior numero di posti letto per fronteggiare la crisi sanitaria e diminuire le criticità evidenziate dal governo: si parla di oltre 1.000 posti letto, mentre è confermata la decisione assunta dal governatore Emiliano di sospendere la didattica in presenza per tutti gli studenti.

Valle d’Aosta preoccupata per il turismo

Un discorso a parte merita la Valle d’Aosta, se si considera che dalla voce del settore alberghiero dipende qualcosa come l’8 per cento del Pil regionale, vale a dire il doppio rispetto alla media italiana. Per questo motivo il governatore Erik Lavevaz vuole fare il possibile per evitare quella che sarebbe una vera e propria catastrofe per l’economia della regione, mettendo in atto qualsiasi provvedimento per migliorare in tempi celeri la situazione sanitaria così da poter essere ricollocati nella zona arancione se non in quella gialla.

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