Coronavirus, la seconda ondata colpo mortale per il turismo: a rischio 350 mila lavoratori

La pandemia di Covid-19 ha affossato il turismo, rischiano in 350mila.

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Coronavirus, la seconda ondata colpo mortale per il turismo: a rischio 350mila lavoratori

La seconda ondata della pandemia in Italia rischia di infliggere un colpo mortale al turismo. A rivelarlo è Vittorio Messina, numero uno dell’Assoturismo, durante un’audizione alla Camera dei Deputati presso la Commissione attività produttive. Solo nel 2020 la perdita per il settore del turismo è stimata in almeno il 60 per cento, percentuale che quantificata in numeri corrisponde a 95 miliardi. Drammatico il dato su imprese e lavoratori: rischiano di chiudere definitivamente 100 mila imprese, coinvolgendo fino a 350 mila lavoratori. Questo l’allarme lanciato da Messina alla classe politica, chiamata a fronteggiare una crisi senza precedenti sia a livello sanitario che dal punto di vista economico.

I decreti legge Ristori e Ristori bis non bastano

In occasione dell’audizione tenutasi a Montecitorio alla presenza dei membri della Commissione attività produttive, il presidente di Assoturismo ha citato i decreti legge Ristori e Ristori bis, sottolineando sì la loro importanza, ma ricordando che da soli non possano bastare a “curare” le profonde ferite lasciate sulle attività turistiche dal Covid: “Il lavoro non è finito, si tratta ancora di misure dettate dall’emergenza, dalla quale purtroppo non siamo ancora usciti”.

Messina chiede che dagli interventi realizzati in piena emergenza si passi a misure con una visione sul medio-lungo termine: “Bisogna ora passare a provvedimenti di sistema e programmare interventi a favore della filiera. Occorrono delle riforme a partire da quella fiscale, tributaria e del mondo del lavoro”.

Il 2020 degli alberghi

Nell’attesa di capire quali saranno le misure ad hoc adottate dal Consiglio dei Ministri e il premier Giuseppe Conte in vista delle festività di fine anno, le strutture ricettive si apprestano a salutare un 2020 da cancellare al più presto.

A causa della pandemia che ha investito l’Italia (e le altre nazioni), gli alberghi devono mettere in conto una flessione pari a 14 miliardi di euro, con un calo del 57 per cento rispetto all’anno precedente. I dati sono riportati da Federalberghi.

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