Coronavirus, la politica a piccoli passi della Norvegia

Come ha fatto la Norvegia a contenere la pandemia?

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Norvegia coronavirus

Di recente avevamo proposto un approfondimento su Giappone, Corea e Australia, tre nazioni dove il coronavirus fa meno paura che nel resto del mondo. Senza però andare così in là, quest’oggi ci concentriamo su quanto sta facendo la Norvegia, appartenente a quei Paesi che di solito vengono visti come irraggiungibili da parte degli Stati europei mediterranei, con una buona dose di scarsità di vedute più ampie.

Il caso della Norvegia

Perché proprio la Norvegia? Alla luce della seconda ondata esplosa nel vecchio Continente, tornato a essere il centro della pandemia, la nazione scandinava presenta il dato più basso di contagi in Europa: una media di 37,7 contagi ogni 100 mila abitanti. E, nonostante la situazione possa essere definita più che tranquilla rispetto a quella di Francia, Belgio, Spagna, Germania e Italia, ha deciso ugualmente di intervenire (d’altronde la lungimiranza non la si impara a scuola).

Le misure adottate dalla Norvegia per la seconda ondata di coronavirus

Nell’ultima settimana i nuovi positivi al Covid-19 sono stati 425, un dato in crescita rispetto ai 300 registrati nei sette giorni precedenti, di cui un terzo nella sola area urbana di Oslo. Tanto è bastato per far scattare misure più restrittive rispetto a quelle adottate fino a oggi per il contenimento dei contagi:

 

  • obbligo di mantenere la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso

  • i bar non potranno far entrare nuovi clienti dopo le 22:00

  • gli eventi al chiuso potranno ospitare fino a 20 partecipanti (solo se seduti)

  • quarantena di dieci giorni per i lavoratori provenienti dalle zone rosse d’Europa (nella lista fa parte anche l’Italia)

 

Per capire la situazione attuale in Norvegia rispetto alle altre nazioni europee, è sufficiente citare il dato dei ricoverati in terapia intensiva, a fronte di una popolazione di 5,4 milioni di persone: 7 individui sono attualmente ricoverati in terapia intensiva, 3 hanno invece bisogno di un respiratore, con un totale di 54 persone in ospedale.

Numeri che fanno “sorridere” se confrontati con quelli degli altri Paesi europei, ma che hanno ugualmente imposto alla Norvegia l’adozione di nuove misure, in quella che è una strategia a piccoli passi fin qui vincente.

Vedi anche: Spostamenti Comuni-Regioni: che cosa significa ‘fortemente raccomandato non muoversi’?

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