Coronavirus, economia italiana al collasso: 100mila posti di lavoro a rischio

Coronavirus e conseguenze pesanti per l'economia, sopratutto a soffrire è il turismo.

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Coronavirus e conseguenze pesanti per l'economia, sopratutto a soffrire è il turismo.

Il coronavirus sta mettendo in ginocchio l’economia italiana. A rimetterci non è soltanto il settore turistico ma anche industrie, bar, ristoranti e negozi. Secondo Confcommercio, infatti, continuando di questo passo, ad aprile o maggio la spesa turistica calerà di 2,65 miliardi di euro con conseguente perdita di centomila posti lavoro. 

Turismo in crisi

Negli ultimi giorni molte regioni hanno subito numerose disdette. È il caso della Sicilia, con almeno l’80% di disdette riferite a prenotazioni alberghiere ma anche Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Lombardia, con il turismo d’affari completamente bloccato. Ancora peggio per il Veneto, dove la città di Venezia appare semi vuota e con disdette arrivate al 60%. Mancano soprattutto i turisti provenienti dall’Est Europa, i tour operator, infatti, hanno registrato numerose richieste di cancellazioni per viaggi in Italia, anche a seguito delle restrizioni giunte da alcuni paesi. Tra marzo e maggio, quindi, anche durante il periodo pasquale, secondo Confcommercio sono a rischio 21 milioni e 700 mila presenze e la paura è che anche per le vacanze estive molti turisti stranieri possano decidere di boicottare l’Italia.

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Conseguenze anche per ristoranti, negozi e dipendenti

Non è solo il turismo a subire un durissimo colpo ma anche l’industria. Nelle fabbriche in cui la produzione è semi ferma a causa dei dipendenti contagiati come la Italdesign, che oltretutto avrebbe riaperto oggi, i problemi si faranno sentire. L’allarme arriva anche dai clienti che chiedono se le aziende italiane siano o meno in grado di rispettare le consegne. Caos anche per bar e ristoranti semi vuoti nelle zone a rischio, mentre aumentano gli acquisti di farmaci e prodotti alimentari da consumare tra le mura domestiche.

L’assalto ai supermercati e le richieste online di prodotti ha fatto crescere a dismisura il bisogno di approvvigionamento nella gdo. 

Secondo Confcommercio ci sono 100 mila dipendenti a rischio nel settore dei pubblici esercizi, senza contare il danno economico per il settore degli eventi. Esempio emblematico la cancellazione del Salone del Mobile che sarà rimandata a giugno con conseguente rischio per 60mila posti di lavoro. Impatto negativo anche per musei, eventi, cinema, teatro e gite scolastiche. 

E se le vendite di prodotti quali generi alimentari, per fare scorte di cibo, e disinfettanti impennano, i negozi di abbigliamento o di prodotti non strettamente necessari soffrono. Le persone evitano di frequentare centri commerciali e centri storici, luoghi di socialità e aggregazione. In tal senso aumentano le vendite online, che ancora una volta stanno dando filo da torcere ai negozi fisici. 

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