Coronavirus e supermercati, dai prezzi fermi agli orari in cui si trova meno coda

Il coronavirus ha cambiato le abitudini degli italiani anche per la spesa, uno studio svela quali sono gli orari peggiori per le file mentre Coop ha bloccato i prezzi per evitare speculazioni.

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Il coronavirus ha cambiato le abitudini degli italiani anche per la spesa, uno studio svela quali sono gli orari peggiori per le file mentre Coop ha bloccato i prezzi per evitare speculazioni.

Il tema supermercati e spesa alimentare è diventato molto caro durante questo lungo periodo di emergenza coronavirus. Gli italiani non possono uscire di casa se non per fare la spesa e altre poche necessità e questo porta a concentrarsi molto su questa attività per cui, comunque, non mancano restrizioni, tra file per entrare, distanza di sicurezza e paura immotivata di non trovare i prodotti.

Coop blocca i prezzi fino al 31 maggio

Una buona notizia arriva da Coop che ha annunciato prezzi fermi fino al 31 maggio. La nota catena della Gdo ha comunicato che per i prossimi due mesi tutti i prodotti confezionati industriali sia a marchio Coop che di tutte le altre marche non subiranno variazioni. Si tratta, in sostanza, di un modo per dare delle garanzie non solo ai consumatori ma anche ai produttori e allevatori in questo momento drammatico in cui c’è l’impegno a mantenere la stabilità dei prezzi e contrastare il fenomeno della speculazione che nelle ultime settimane ha interessato alcune realtà. In un comunicato Coop ha fatto sapere che “se si rendesse necessario, tuteleremo i nostri produttori e allevatori italiani da altri fenomeni speculativi garantendo loro la giusta remunerazione”.

L’ora migliore per fare la spesa

Fare la spesa, come dicevamo, è diventata l’attività principale degli italiani in questo periodo di reclusione forzata. Se fino a poche settimane fa si poteva uscire a fare la spesa ogni giorno, cosa che si può fare anche oggi ma che per senso civico andrebbe evitato, ora gli italiani si organizzano anche per il supermercato. Gli ingressi sono ormai contingentati, spesso ci sono lunghe file per entrare e chiunque vorrebbe evitare ore di fila. Secondo l’analisi di Stocard, applicazione che consente di aggregare le carte fedeltà sul proprio telefonino, le abitudini di spesa sono cambiate e questo non significa solo mettere nel carrello prodotti diversi ma anche cambiare orario.

Fino a poco tempo fa, la maggior parte degli ingressi al supermercato avveniva o durante il tardo pomeriggio o durante il fine settimana. In queste settimane, invece, sembra che si sia fatta largo l’abitudine di spalmare l’uscita per la spesa ad orari diversi. In particolare è emerso che i maggiori picchi si sono verificati dalle 9 alle 10 e dalle ore 13 alle 15 con punte tra le 17 e le 18. Le famiglie insomma affollano i supermercati durante queste fasce orarie nei giorni feriali così come il sabato mentre la domenica si nota una sorta di appiattimento nel pomeriggio complici anche le chiusure di molti supermercati. Tutto ciò porta anche a riflettere sulle eventuali chiusure nel fine settimana che considerando queste fasce orarie potrebbero determinare nuovi assembramenti.

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