Coronavirus e supermercati chiusi la domenica o orario ridotto: cosa succederà?

Coop ha deciso di chiudere i supermercati per le prossime domeniche ma qualcosa potrebbe cambiare anche per gli altri.

di , pubblicato il
Supermercati più apprezzati

Si continua a parlare di supermercati, chiusure domenicali o orari ridotti dopo la decisione di Coop di chiudere i suoi 1100 punti vendita per le prossime due domenica, 22 e 29 marzo.

Supermercati chiusi la domenica durante emergenza coronavirus?

Come scrive Il Sole 24 Ore, Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione, ha inviato una lettera a sei ministri per chiedere al governo di fare chiarezza sulle modalità in cui i supermercati devono muoversi. “E’ importante fare chiarezza e lanciare messaggi chiari alla clientela, onde evitare episodi di sovraffollamento, come quelli registrati nei giorni scorsi” ha detto il presidente.

Dapprima era stata Coop ad annunciare la chiusura dei punti vendita per le prossime due domeniche poi anche Conad aveva fatto sapere di essere pronta a mettere in atto degli orari ridotti durante i giorni infrasettimanali senza però intaccare le aperture domenicali. Altre catene, in seguito, hanno comunicato di essere intenzionate a ridurre gli orari di apertura per permettere ai dipendenti di poter usufruire dei mezzi pubblici contingentati. Della situazione dei cassieri dei supermercati abbiamo parlato anche in questo articolo.

Anche in Liguria Cgil Cisl Uil hanno chiesto al presidente della Regione Liguria, Ascom, Confesercenti, Federdistribuzione e Lega Coop Liguria di chiudere i supermercati la domenica e che il carico delle merci avvenga a mercato chiuso o a corsie chiuse.

Nel frattempo la Regione Lazio con un’ordinanza ha stabilito nuovi orari di apertura fino al 5 aprile: domenica chiusura obbligatoria entro le 15, gli altri giorni chiusura entro le 19, meno che le farmacie e parafarmacie che continueranno normalmente con gli orari seguiti fino ad oggi.

Il divieto di vendita di beni non necessari

Il tema si è anche spostato sulla vendita di prodotti no food, considerati non necessari, come articoli di cancelleria e biancheria intima.

Molti utenti avevano segnalato l’impossibilità di acquistare matite e quaderni perchè ritenuti prodotti non necessari. I supermercati si erano giustificati dicendo di non voler creare inutili file e non fare “concorrenza sleale” alle cartolerie costrette alla chiusura. Anche in questo caso Gradara spera nell’intervento del Governo considerando che, come aveva già fatto notare Francesco Pugliese, ad Conad, “Chiudere e riaprire gli scaffali dei supermercati costituisce l’ennesima complicazione”.

Leggi anche: Coronavirus e corsa al supermercato: come cambia il carrello della spesa 

Coronavirus, spesa online e consegna a domicilio: cosa comprano gli italiani in emergenza

[email protected]

 

Argomenti: ,