Coronavirus e la crisi dei matrimoni: il business delle nozze ‘in fumo’

Il coronavirus ha letteralmente mandato in fumo il business delle nozze con un buco da 15 miliardi.

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Il coronavirus ha letteralmente mandato in fumo il business delle nozze con un buco da 15 miliardi.

Tra i settori che hanno subito una crisi maggiore durante il lockdown c’è sicuramente quella dei matrimoni. La perdita per le aziende che si occupano di questo settore è stata ingente a causa delle nozze rimandate. Secondo Coldiretti si parla di 80mila nozze sospese. 

Il business dei matrimoni in crisi

Gli effetti si fanno sentire ancora oggi, nonostante una leggera ripresa dei matrimoni celebrati anche se molto meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Secondo Coldiretti ”La crisi generata dal Covid 19  ha stravolto i programmi di promessi sposi e famiglie e azzoppato i bilanci delle aziende: dal catering alla fotografia, dai trasporti al florovivaismo, dai viaggi all’abbigliamento, dal trucco alle acconciature, dall’immobiliare fino alla vigilanza privata’‘.

Danni per 200 milioni di euro

Molte coppie sono state obbligate a rimandare la cerimonia e di conseguenza richiedere rimborsi o voucher per pranzi, vestiti, fiori, catering, fotografo e tutto ciò che gira intorno a questo prolifico settore. Si parla di solo 200 milioni di euro di perdite per il settore florovivaistico, un vero dramma per gli operatori che hanno dovuto mandare al macero centinaia di varietà di fiori. Basti pensare che solitamente la spesa media per i fiori, tra addobbi e bouquet, si aggira su 3mila euro a cerimonia, da qui è chiaro come i danni per gli imprenditori sia stato ingente. 

Spopola la tendenza del matrimonio green

Tornando a Coldiretti, l’ultima tendenza sembra essere quella dei matrimoni green, con scelte sostenibili che includono location in campagna, menù a chilometro zero e bomboniere ecologiche, addobbi con fiori locali per una spesa media di 30mila o fino a 60mila euro. 

Il 7 luglio, intanto, si è svolto un flash mob delle spose in cui giovani donne che hanno dovuto rimandare il matrimonio hanno protestato con lo slogan “Ridateci la libertà di festeggiare”.

Proteste anche da parte di 100 operatori del comparto del wedding, che hanno manifestato per farsi riconoscere i propri diritti. Insomma, non è un bel periodo per le aziende che gravitano attorno al settore wedding.

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