Coronavirus e corsa al supermercato: come cambia il carrello della spesa 

Coop ha annunciato che domenica 22 e 29 marzo i suoi punti vendita rimarranno chiusi.

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Misure anche per i supermercati che in questi giorni di emergenza sono rimasti sempre aperti per permettere agli italiani di fare la spesa. Nel frattempo Coop ha annunciato che domenica 22 e 29 marzo i suoi 1100 punti vendita rimarranno chiusi.

Chiusura per i supermercati Coop 22 e 29 marzo

La catena ha deciso non solo di andare incontro alle esigenze dei lavoratori ma anche limitare la presenza di persone che durante la domenica creano assembramenti ai supermercati. In una nota Copp ha spiegato che La riteniamo una misura doverosa per contribuire a limitare le presenze per strada diluendo gli acquisti delle famiglie durante i giorni feriali della settimana e impedendone la concentrazione durante la domenica e, contemporaneamente per venire incontro alle necessità dei colleghi che operano nei punti vendita e che potranno così ottenere una pausa in grado anche di attenuare la tensione delle scorse settimane”.

Come cambia il carrello della spesa 

Nel frattempo Coldiretti ha fotografato come cambia la spesa degli italiani in questi giorni di emergenza in cui la maggior parte preferisce fare scorte per più giorni in modo da uscire il meno possibile da casa. Oltre a prodotti come disinfettante, alcol o prodotti per la pulizia che sembrano essere molto nei pensieri delle persone, tra gli acquisti che vanno per la maggiore nei supermercati troviamo latte, legumi, scorte di farina, scatolame. Si preferiscono, insomma, prodotti a lunga scadenza come la carne in scatola in cui le vendite sono aumentate del +60% così come quella dei legumi in scatola +55%. Secondo le analisi delle vendite fornite da Coop a salire sono anche le vendite di cibo semplice, pronto all’uso, a lunga conservazione come conserve di pomodoro, pasta, riso, biscotti, confetture, fette biscottate, zucchero, olio, pesce surgelato, tonno e sughi pronti.

Sembrano invece scendere le vendite di cibi da aperitivo come vini, birra,  succhi di frutta, bevande, pasticceria industriale e merendine varie. 

Secondo il sociologo Domenico De Masi all’AGI tutto ciò è facilmente spiegabile in quanto “Questa che attraversiamo è una situazione di cui non si percepisce la fine, e ciò induce alla prudenza. Sono forti i timori di non tornare facilmente alla normalità e quindi ecco che si fa la scorta di prodotti che consentono a chi deve pensare alla cucina di avere quella scorta che metta al riparo dall’uscire o comunque riduca le necessità di dover andare in giro”.

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