Coronavirus, drammatiche previsioni Istat: rischio shock economico

Lo scenario più preoccupante riguarderebbe la sospensione delle imprese fino a giugno, i consumi crollerebbero fino al 10 per cento su base annua.

di , pubblicato il
Lo scenario più preoccupante riguarderebbe la sospensione delle imprese fino a giugno, i consumi crollerebbero fino al 10 per cento su base annua.

Secondo l’Istat, l’economia italiana subirà uno shock che non ha precedenti nella storia recente del Paese. Le previsioni dell’istituto nazionale di statica indicano un calo di consumi fino al 10 per cento qualora il lockdown dovesse protrarsi al mese di giugno. Il crollo riguarderebbe anche il valore aggiunto, con una diminuzione del 4,5 per cento. Un ritratto cupo quello elaborato dall’Istat tramite la nota sull’andamento dell’economia a marzo, mese in cui sono entrate in vigore le misure restrittive del Governo che hanno di fatto trasformato l’Italia in una zona protetta.

Leggi anche: Apocalisse ristoranti: arrivano i dining bond per uscire dalla crisi coronavirus

Imprese e produzione al palo

L’Istat rileva come quasi un’impresa su due in Italia si sia fermata. Sono infatti sospese le attività di 2,2 milioni di aziende, pari al 49 per cento del totale. Al palo anche la produzione (34 per cento) e il valore aggiunto (27 per cento). Il totale degli addetti occupati nelle imprese attualmente sospese è pari a 7,4 milioni di unità (il 44,3 per cento della forza lavoro totale). Di questi, 4,9 milioni sono i lavoratori dipendenti (42 per cento). Secondo quanto scritto nel rapporto dell’Istat, ad amplificare il crollo di fiducia in consumatori e imprese è stato il lockdown delle attività produttive stabilito a marzo dal Governo.

Gli scenari

Al momento lo scenario più preoccupante riguarderebbe la sospensione delle imprese fino a giugno. Se questa eventualità fosse confermata, i consumi crollerebbero fino al 10 per cento su base annua. Qualora invece il lockdown terminasse ad aprile, in relazione sempre al mondo produttivo, i consumi avrebbero una frenata del 4,1 per cento. Per quanto riguarda il valore aggiunto, l’Istat conferma che nello scenario peggiore si assisterebbe a una contrazione fino al 4,5 per cento, nel caso invece il Governo optasse per una riapertura delle imprese a inizio maggio il valore aggiunto calerebbe dell’1,9 per cento (sempre su base annua).

In questo, momento a crescere è soltanto il comparto alimentare con un boom di acquisti e vendite a marzo, sopratutto dopo l’annuncio del lockdown e la psicosi della popolazione a comprare più scorte. Regge quindi la grande distribuzione in confronto alla sofferenza di gran parte degli altri settori.

Leggi anche: Spesa alimentare: corsa supermercato addio, boom e-commerce e negozi vicinato

[email protected]

Argomenti: ,