Coronavirus, consumi e nuovi scenari: così sono cambiati gli interessi degli italiani

Con la ripresa dei contagi riprendono i vecchi timori e crescono di nuovo gli acquisti online.

di , pubblicato il
consumi coronavirus

Da quando è iniziata la pandemia da coronavirus, si parla spesso di smart working e consumi. Secondo un’analisi di EY e SWG, infatti, la parola d’ordine in questo periodo sembra essere incertezza. 

Il 50% delle famiglie italiane, ha continuato a mantenere un atteggiamento improntato al risparmio e non solo.

Come è cambiata la percezione degli italiani

Sta tornando anche l’insicurezza sanitaria, che vuol dire più timore di prendere i mezzi pubblici per andare a lavoro ma anche frequentare cinema, teatri, palestre e luoghi chiusi. Da settembre, sembra anche tornata la voglia di fare acquisti online rispetto a quelli nei negozi fisici, non solo per il timore di andare nei negozi ma anche per trovare maggiori offerte e spendere meno. A spiegare la situazione attuale ci ha pensato anche Donato Ferri, Med Consulting and People Advisory Services Leader di EY:

“La pandemia ha prodotto un cambiamento significativo dei valori e dei profili di personalità, che sono predittivi dei comportamenti di acquisto: quasi una persona su due si è spostata su valori collettivi e sociali rispetto a quelli individuali. Si sta aprendo una stagione completamente nuova nella segmentazione della clientela e nelle strategie dei brand. Ciò si riflette anche sulle aspettative nei confronti di istituzioni e aziende: senza un positivo senso del futuro e la fiducia nelle abilità di istituzioni e organizzazioni di fare piani concreti per il benessere collettivo non ripartiranno consumi, innovazione e pratiche sociali positive e inclusive”

Più scelte green e smart working

In particolare, sembra che i cambiamenti più importanti siano legati alla mobilità, dunque i mezzi di trasporto, con scelte sempre più green e lo smart working. Senza contare nuovi tipi di consumi e la voglia di spostare l’attenzione verso quelli online.

 

Il boom dell’e-commerce ormai è assodato, così come la modalità di interazione con il cliente sempre più improntata all’online e la crescita di nuovi settori come il food delivery, la spesa online, il gaming e il video streaming. A calare sono stati invece il turismo, la ristorazione, la mobilità e il fashion and luxury.

Vedi anche: Coronavirus e allarme consumi: perché ora gli italiani spendono meno
[email protected]

Argomenti: ,