Coronavirus, approccio lombardo e veneto: due strategie a confronto

Uno studio di Harvard premia il secondo metodo ossia quello veneto. Ecco perché.

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Uno studio di Harvard premia il secondo metodo ossia quello veneto. Ecco perché.

Uno studio condotto da tre docenti della prestigiosa Università di Harvard ha messo a confronto i diversi approcci che le regioni italiane hanno adottato per fronteggiare la pandemia di Coronavirus. Nello specifico, Gary P. Pisano, Michele Zanini e Raffaella Sadun hanno messo a confronto le strategie di Lombardia e Veneto, due regioni assimilabili da un punto di vista economico-sociale (fermo restando che i lombardi sono per numero il doppio rispetto ai veneti).

Due strategie a confronto

Prima di tutto i dati, che fanno riferimento alla data in cui è stato svolto lo studio (e quindi non sono aggiornati):

  • casi positivi Lombardia: oltre 41.000

  • casi positivi Veneto: 8.358

  • ospedalizzati Lombardia: 12.941

  • ospedalizzati Veneto: 1.941

  • decessi Lombardia: 6.360

  • decessi Veneto: 392

Studio Harvard: approccio veneto migliore

Secondo l’analisi effettuata dai tre docenti della Università di Harvard, il metodo veneto è da considerarsi migliore rispetto a quello lombardo. Viene lodato in particolare l’approccio proattivo al contenimento del Covid-19, basato principalmente sui test anche per gli asintomatici e il tracciamento delle persone che potrebbero aver contratto il Coronavirus perché a contatto con altri individui risultati positivi al tampone. Emblematico il fatto che in Veneto siano stati eseguiti 94.784 tamponi, mentre la Lombardia ne ha eseguito – in rapporto alla popolazione – la metà (107.398 il numero complessivo).

Un’altra differenza sostanziale tra i due approcci ha per oggetto la tipologia di assistenza fornita ai pazienti. Il Veneto ha puntato sull’assistenza domiciliare, con il risultato di non intasare le strutture ospedaliere. Al contrario, la Lombardia ha puntato sull’ospedalizzazione di massa, una strategia rivelatasi errata in quanto gli ospedali stessi si sono poi trasformati in centri di diffusione del Coronavirus (come è accaduto nelle province di Bergamo e Brescia).

Infine, la regione Veneto è riuscita ad assicurare al personale sanitario sistemi di tutela individuali da subito, come ad esempio camici, mascherine e guanti, al contrario di quanto invece fatto dalla Lombardia. Un altro aspetto che ha contribuito a rendere gli ospedali uno dei principali centri di diffusione del Covid-19.

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