La Danimarca affronta un nuovo capitolo della speculazione sulla corona

Nuove pressioni sulla corona danese dopo l'annuncio di nuovi stimoli monetari della BCE.

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Nuove pressioni sulla corona danese dopo l'annuncio di nuovi stimoli monetari della BCE.

Dopo essere riuscita a difendere il “peg” tra la corona danese e l’euro, in vigore dal 2000 intorno alla parità di 7,46038 e che ha preso il posto di quello con il marco tedesco sin dal 1982, la banca centrale di Copenaghen torna in allerta. Ieri, il governo ha offerto all’asta titoli del debito pubblico per 6,5 miliardi di corone (871 milioni di euro), riscontrando una domanda oltre 4 volte più alta, pari a 27,6 miliardi.

Il rapporto di copertura è stato il più alto dal maggio del 2012, all’epoca della crisi furente dell’euro. Si tratta di un segnale da non sottovalutare per il governatore Lars Rohde, il cui compito principale consiste nel difendere la parità con un margine di tolleranza teorico del 2,25%, ma che nei fatti non supera mai l’1%.

Tassi Danimarca, si allontana il rialzo

Il “peg” tra corona ed euro è stato fissato bilateralmente, ovvero in accordo con la BCE, per questo ha retto, al contrario del cambio minimo introdotto unilateralmente dalla SNB per il franco svizzero contro la moneta unica nel settembre del 2011 e che è stato abbandonato il 15 gennaio scorso, a seguito delle fortissime pressioni rialziste sulla valuta elvetica. Nel tentativo di allontanare gli afflussi di capitali esteri, che stavano mettendo a rischio il “peg”, rafforzando la corona, Rohde ha reintrodotto a inizio anno i tassi negativi sui depositi delle banche, che aveva sperimentato per primo nel mondo 3 anni prima e a cui aveva successivamente posto termine. Il cambio si attesta attualmente su valori appena più forti per la corona, rispetto alla parità di riferimento, a 7,4580. Dall’inizio del mese, la valuta scandinava è rimasta sostanzialmente stabile contro l’euro, ma negli ultimi 2 giorni si avverte una tendenza all’apprezzamento.  

Rendimenti bond Danimarca in calo su brevi scadenze

Non siamo ancora ai livelli di allarme di inizio anno, quando il cambio si portò a 7,4346, ma la corona è salita comunque ai massimi da 5 mesi e tanto starebbe bastando per allontanare la prospettiva di un rialzo dei tassi sui depositi, che gli analisti ipotizzavano potesse avvenire entro l’anno.

L’operato della banca centrale danese a difesa della stabilità del cambio è stato lodato nei mesi scorsi dall’FMI. Le tensioni reali sulla corona potrebbero intensificarsi a dicembre, quando molto probabilmente la BCE varerà nuovi stimoli monetari. Per valutare il trend, basterà guardare ai rendimenti sovrani, che qui sono negativi adesso per scadenze fino ai 2 anni. I decennali rendono lo 0,864%, una trentina di punti base in più degli omologhi Bund, stabili rispetto a un mese fa e nettamente al di sopra dei minimi dello 0,15% toccati a inizio febbraio, mentre fino ai 18 mesi si registra un calo, come se gli investitori si stessero concentrando stavolta nell’acquistare titoli di stato danesi a breve scadenza. I bond a un anno, ad esempio, rendono ai minimi degli ultimi 3 mesi.  

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