In Corea del Nord non manca il petrolio, ma navi fantasma segnalano fame

In Corea del Nord non vi sarebbe alcuna carenza estrema di petrolio, ma la fame si farebbe sentire lo stesso, come segnalano diverse imbarcazioni fantasma.

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In Corea del Nord non vi sarebbe alcuna carenza estrema di petrolio, ma la fame si farebbe sentire lo stesso, come segnalano diverse imbarcazioni fantasma.

Nonostante le sanzioni ONU imposte contro la Corea del Nord, l’economia dello stato eremita non sembrerebbe affatto sull’orlo di un tracollo, se è vero quanto raccontano diversi giornalisti dell’API, Asia Press International, secondo cui il prezzo del diesel risulterebbe sceso del 60% tra l’inizio di novembre e l’inizio di dicembre, mentre quello del carburante di un buon 25%.

Se questi dati corrispondessero alla verità, sarebbero un forte indizio dell’aumento di petrolio nel paese, quando teoricamente la sua offerta dovrebbe essere diminuita proprio per l’embargo internazionale. E, in effetti, secondo API non sarebbe la Cina, bensì la Russia a supplire alla carenza di greggio, rifornendo il regime di Pyongyang.

Diversi funzionari di Mosca hanno spiegato nei giorni scorsi di possedere canali di comunicazione con il governo nordcoreano e di volerli utilizzare per accrescere l’influenza russa su Kim Jong-Un. Lo stesso presidente Vladimir Putin ha spiegato di ritenere che la Corea del Nord “preferirebbe mangiare erba, piuttosto che cedere sul percorso che garantirebbe loro maggiore sicurezza”. E Russia e Cina sono i principali e, anzi, unici partner commerciali dello stato comunista, con Mosca a importare da quest’ultimo manodopera in forma di vera schiavitù, anch’essa oggetto di recenti sanzioni ONU. (Leggi anche: Corea del Nord: sanzioni inefficaci, ecco il vero pericolo per Kim Jong-Un)

Si capisce bene come sia possibile la sopravvivenza del regime e dell’economia nordcoreana, nonostante nessuno praticamente vi commerci. Nessuno, tranne la Russia, mentre la Cina sta almeno parzialmente collaborando con gli USA per cercare di fare pressione su Pyongyang, aderendo all’embargo, pur in maniera ambigua. E così, se Pechino ha annunciato quasi 10 mesi fa lo stop alle importazioni di carbone dal vicino, che da sole ammontano a un terzo dell’export totale nordcoreano, i russi tendono la mano a Kim Jong-Un e chiaramente per ragioni puramente tattiche, ovvero per accreditarsi quali nuovi e più credibili alleati a Pyongyang, sostituendosi alla Cina di Xi Jinping.

La fame in Corea del Nord aumenta?

Attenzione, però, a pensare che pur abituata alla miseria, i nordcoreani non starebbero avvertendo la crisi.

Nel mese di novembre si è intensificato un fenomeno, che sta allertando gli stati vicini. Ben 28 imbarcazioni si sono spiaggiate in acque giapponesi per un totale di 42 persone rinvenute vive e 6 cadaveri trovati dalla marina nipponica. Non è la prima volta che accade, ma non con tale frequenza. E allora, ci s’interroga su quali siano le cause. Diversi accademici giapponesi sostengono che il fenomeno sarebbe la conseguenza della carenza di cibo diffusa nella Corea del Nord.

Secondo l’interpretazione prevalente a Tokyo, poiché Pyongyang riuscirebbe sempre meno a garantire ai suoi cittadini livelli minimi di sussistenza alimentare, molti nordcoreani si vedrebbero costretti e persino incentivati dal regime a fare affidamento sulla pesca. Avendo, tuttavia, esaurito i diritti nelle acque al confine con la Cina, diverse imbarcazioni si spingerebbero più in largo verso il Giappone e in direzione dell’area di Yamato, ricca di pesci. Tuttavia, disponendo di poco carburante, finiscono in balia delle acque e quasi ogni giorno ormai qualcuna viene intercettata dalla marina nipponica. Diversi pescatori interrogati dalle autorità di Tokyo hanno dichiarato di essersi semplicemente spinti per pescare calamari.

In ogni caso, resta forte la diffidenza verso i pescatori arenatisi, visto che in passato sono stati soliti essere coinvolti in attività di sequestro di persone. E anche stavolta, diversi di loro sono stati sorpresi a rubare elettrodomestici, una volta messo piede in suolo nipponico, salvo buttarli in mare, una volta oggetto di ispezione da parte delle autorità. Mosca starà pure aiutando Pyongyang a superare le misure più dure adottate contro di essa dalla comunità internazionale, ma la vita per i nordcoreani sembra ancora più dura che in passato. (Leggi anche: Corea del Nord stremata da sanzioni ONU?)

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