Il coprifuoco non ha fondamento scientifico e impedisce all’Italia di ripartire

Non tutte le restrizioni anti-Covid sono le stesse. Alcune appaiono dolorose e necessarie, altre sono solo dolorose.

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Coprifuoco spostato in avanti o eliminato?

L’allentamento delle restrizioni anti-Covid prosegue in Italia. Dopo la riapertura di bar e ristoranti di sera, pur se provvisti di tavolini all’aperto, adesso sembra arrivato il momento di mettere le mani sul coprifuoco. Una misura bellica, che mai avremmo immaginato di vedere attivata in tempi di pace. Eppure, è da novembre che ininterrottamente ci viene impedito di uscire dopo le ore 22. In nessun altro stato europeo, la restrizione è durata così tanto tempo.

Il coprifuoco è diventato oggetto di contrapposizione politica come nessun’altra misura: tra il governo e Fratelli d’Italia da un lato, ma anche all’interno della maggioranza tra Lega e Forza Italia da una parte e PD-Leu dall’altra. Anzitutto, si tratta di una misura priva di fondamento scientifico, nel senso che il virus non è un pipistrello che va in giro solo di notte. E allora, qual è il suo senso? Disincentivare le uscite, fare in modo che le persone neppure abbiano voglia di uscire la sera, sapendo che dovrebbero rientrare presto.

Restrizione inefficace e controproducente

E’ una restrizione efficace? Gli scienziati appaiono divisi. Ad occhio, diremmo che da un lato certamente limiti le uscite, dall’altro incentivi le uscite presso altri luoghi chiusi, come da amici e parenti. I controlli non possono essere tali da verificare chi vada in casa di chi. E questo potenzialmente è pericoloso. Significa che si sarebbe creato una sorta di “mercato nero” delle uscite serali, le quali sarebbero più controllabili se avvenissero in contesti pubblici come i locali. Ma nessuno può sapere mai se il distanziamento sociale e l’uso della mascherina siano rispettati all’interno delle case. Anzi, è verosimile che non lo siano in moltissimi casi.

Fatto salvo che il coprifuoco in sé non eviti i contagi, soffermiamoci sulle sue conseguenze per l’economia italiana. Come hanno lamentato i ristoratori, esso finisce per annullare i benefici delle riaperture parziali di fine aprile. I clienti devono alzarsi dal tavolo prima delle ore 22 per non violare la restrizione. A stento, hanno a disposizione un’ora per sedersi, ordinare e mangiare. Più che una serata di relax, sembra una gara a chi finisce prima. E nei fatti il coprifuoco costringe le persone ad accalcarsi in una fascia oraria ristretta, per cui presenta effetti controproducenti.

Altro aspetto rilevante di questa vicenda riguarda il turismo. Annunciare, come fece il premier Mario Draghi ad aprile, che il coprifuoco resta attivo fino a tutto luglio significa disincentivare le prenotazioni. Perché mai uno straniero o uno stesso italiano debbano andare in vacanza nel Bel Paese, quando possono prenotare per località senza restrizioni di orario per uscire? Pensate alle isole greche o a Madrid. Sebbene con ogni probabilità, come vi diremo, il coprifuoco da qui in estate verrà allentato, il danno potrebbe essere fatto.

Verso l’abolizione del coprifuoco

E il settore dei matrimoni? Un ristorante non può fissare due cerimonie al giorno, dovendosi limitare all’unico servizio di giorno. Nessuno si sposa di sera, sapendo che quasi certamente non riuscirebbe a concludere il ricevimento entro le ore 22. E, infatti, stanno saltando numerosissime prenotazioni nei locali proprio per questo problema. In molti casi, i matrimoni sono rinviati all’anno prossimo, quando già erano stati rinviati dal 2020. Non è un mistero che la maggior parte di essi avvenga durante la bella stagione. In pochi si sposano a novembre o dicembre, causa rischio maltempo. E in questa situazione avrebbe ancora meno senso prenotare per quei mesi, essendo a rischio di nuove chiusure con l’arrivo delle temperature fredde.

Per fortuna, anche menti di coccio come il ministro della Salute, Roberto Speranza, stanno cambiando idea. I dati dimostrano che le aperture parziali di fine aprile non hanno inciso sui contagi, i quali sono in forte calo.

Per non parlare dei decessi, scesi ieri sotto le 100 unità e ai minimi da 7 mesi. Dal prossimo lunedì, il governo potrebbe spostare il coprifuoco alle ore 23 o a mezzanotte. Un po’ di respiro in più per gli italiani dopo lunghi mesi di reclusione forzata. Una boccata d’ossigeno per le attività ristorative. Ma da giugno, sempre che i dati lo autorizzino, il coprifuoco sarebbe del tutto abolito. Si chiuderebbe una fase di contrapposizione su una misura inefficace e anti-scientifica, che sembra avere acquisito una dimensione prettamente ideologica per discernere tra aperturisti e chiusuristi. Ma la pandemia la si combatte con misure razionali e intelligenti, non certo con spirito revanchista contro categorie invise per ragioni elettorali.

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