Coppa Italia, Juve favorita sul Milan per gli scommettitori. E Serie A nel caos sui diritti TV

Le scommesse sulla finale di Coppa Italia di stasera premiano la Juventus contro il Milan. Intanto, la Serie A è ancora più nel caos sui diritti TV. Sky vince il ricorso contro Mediapro.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le scommesse sulla finale di Coppa Italia di stasera premiano la Juventus contro il Milan. Intanto, la Serie A è ancora più nel caos sui diritti TV. Sky vince il ricorso contro Mediapro.

Chi alzerà il trofeo TIM stasera allo stadio Olimpico di Roma tra Juventus e Milan? Per gli scommettitori di 888sport.it non vi sarebbero dubbi. I bianconeri sono dati per vincitori e di gran lunga sui rossoneri. Una loro vittoria è data a 1,85, mentre se la spuntassero i ragazzi di Rino Gattuso, chi avesse puntato su di loro si porterebbe a casa 4,70 volte la puntata. Infine, un pareggio entro i 90 minuti regolamentari è pagato a 3,45. L’unica certezza è che sarà una grande serata di sport. Allo stadio è tutto esaurito con 65.000 biglietti venduti e l’incasso si vocifera che stia sfiorando i 4 milioni di euro. Sarebbe uno dei più alti di sempre, battuto solo dalle recenti gare di Inter-Juventus, Roma-Barcellona e Roma-Liverpool. La conferma che il calcio italiano, nonostante tutto, stia tornando ad attirare più tifosi agli spalti.

Coppa Italia alla Rai e sui diritti TV di Serie A la Lega diffida gli spagnoli di Mediapro

E meno male che arrivano almeno buone notizie sul fronte commerciale, dato che per i diritti TV di Serie A è notte fonda. Il Tribunale di Milano ha accolto oggi il ricorso di Sky contro Mediapro sul bando con cui il 6 aprile l’intermediario spagnolo ha predisposto i pacchetti da rivendere ai potenziali offerenti, ovvero sostanzialmente la stessa Sky per il satellitare, Mediaset Premium per il digitale terrestre e TIM e Perform per il canale internet.

Il giudice ha definito il bando in contrasto con la normativa Antitrust, per cui Mediapro dovrà riproporne uno nuovo. Nel frattempo, avrà 15 giorni per opporsi alla sentenza. Se, come sembra probabile, si andrà avanti nella diatriba legale, il rischio che l’inizio del prossimo campionato il 19 agosto non venga coperto dalle TV sarà alto. In aprile, infatti, gli spagnoli avevano presentato pacchetti “chiavi in mano”, ovvero già allestiti con telecronache pre- e post-partite. Gli offerenti, dunque, si sarebbero dovuti limitare ad acquistare le gare senza modificarne il contenuto, ovvero senza intervenire con telecronache realizzate in proprio. Questo aspetto è stato quello bocciato dal giudice, perché farebbe di Mediapro un operatore editoriale e non un intermediario, così come da bando secondario di Serie A.

Verso una TV di Lega?

E adesso, che succede? Diverse le ipotesi. Restano meno di due settimane per la presentazione della fideiussione da 1,2 miliardi alla Lega di Serie A da parte di Mediapro, ma non è detto che quest’ultima rispetterà i termini della diffida, anche se in quel caso rischierebbe di vedersi annullato il contratto di compravendita e di perdere la caparra già versata di 64 milioni. Oltre al tentativo di ribaltare la sentenza, gli spagnoli potranno anche puntare sull’alternativa di allestire un canale tematico, ossia la tanto agognata TV di Lega, che era il loro progetto iniziale. Servirebbe almeno un paio di mesi per realizzarlo, ma non possiamo escludere che, almeno per la prossima stagione, in assenza di infrastruttura prontamente disponibile, Mediapro non sigli un contratto con Mediaset, affittandone le reti premium per trasmettere tutte le 380 gare di campionato.

Il problema per i club di Serie A sono i tempi. Se entro il 30 giugno non si dovesse avere idea di quali siano gli incassi totali derivanti dalla cessione dei diritti TV, nessuna squadra sarà in grado di conoscere le risorse disponibili per il calciomercato estivo, ponendo un problema, soprattutto, alle minori, sprovviste di sufficienti mezzi da altri canali per compensare eventuali ammanchi. Dunque, rischiamo un’estate sottotono, tra sanzioni in arrivo per il Milan, campioni in fuga dalla Serie A (Dybala, Donnarumma, Suso, Icardi, etc.) e nessun grosso arrivo in vista. Per adesso, godiamoci lo show di stasera.

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Argomenti: Economia nel pallone

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