Coppa Italia alla Rai e sui diritti TV di Serie A la Lega diffida gli spagnoli di Mediapro

La Coppa Italia è andata alla Rai, ma alla Serie A manca il piatto forte dei diritti TV per il campionato. In ballo oltre un miliardo di euro, senza cui i club avranno difficoltà a chiudere il bilancio a giugno.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Coppa Italia è andata alla Rai, ma alla Serie A manca il piatto forte dei diritti TV per il campionato. In ballo oltre un miliardo di euro, senza cui i club avranno difficoltà a chiudere il bilancio a giugno.

E la Rai è riuscita in extremis ad evitare di rimanere senza calcio. Ieri, ha presentato un’offerta da 35,4 milioni di euro all’anno per le prossime 3 stagioni di Coppa Italia e Supercoppa italiana, il 60% in più del 22,1 milioni del contratto in corso, battendo Mediaset, che si è fermata a 31,1 milioni. La Lega aveva fissato in 30 milioni il prezzo minimo, per cui possono ritenersi soddisfatti i club e la TV pubblica, che ieri con il direttore generale, Mauro Orfeo, rivendicava il suo protagonismo nel trasmettere il calcio, con la Champions, la Coppa Italia e la Nazionale. In verità, i diritti per trasmettere una gara in chiaro in esclusiva a settimana riguardante la migliore italiana sono stati acquisiti da Sky, che si è aggiudicato le coppe europee per le prossime 3 stagioni.

Coppa Italia: diritti TV a rischio per la Rai, ormai senza calcio

Quanto ai diritti esteri della Coppa Italia, si andrà a trattative private con B4 Mena, che ha offerto più di tutti. In totale, la Lega vorrebbe portare a casa 50 milioni. Considerando i 370 milioni dei diritti esteri relativi alla Serie A per le prossime 3 stagioni, nonché gli 1,05 miliardi offerti da Mediapro, l’obiettivo di quasi 1,5 miliardi sarebbe raggiunto. Almeno in teoria, perché a mancare ancora è il piatto forte, appunto. Ieri, la riunione di Lega di Serie A, presieduta dal commissario Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha deciso all’unanimità di inviare agli spagnoli una lettera di diffida con la quale la si sollecita di presentare entro 14 giorni la fideiussione da 1,2 miliardi. C’era chi avrebbe voluto rescindere già il contratto per inadempienza e trattenersi i 64 milioni della caparra depositati.

Il caso Mediapro e i conti dei club in ballo

Ha prevalso la linea della prudenza, anche perché da Malagò e alcuni dei principali presidenti di club, tra cui Massimo Ferrero della Sampdoria, è stato esternato ottimismo sull’adempimento agli obblighi contrattuali da parte di Mediapro. Gli spagnoli attendono che si pronunci il giudice (oggi?) sul ricorso presentato da Sky contro la cessione in blocco di tutti i diritti a un soggetto, che l’operatore britannico non ritiene essere un semplice intermediario, bensì un soggetto editoriale. Prima di andare in banca per farsi rilasciare una fideiussione da concedere alla Lega e che, in teoria, avrebbe dovuto essere depositata entro il 26 aprile scorso, Mediapro vorrà verificare di essere in pieno possesso della titolarità dei diritti.

Calcio italiano malato? Macché, incassi super negli stadi

Peccato che i club di Serie A dovranno chiudere i bilanci entro il 30 giugno e per allora dovranno avere certezze non solo sui numeri passati, ma anche dei diritti TV incassati per il futuro imminente, altrimenti non potrebbero né farsi un’idea di quanto possano spendere con il calciomercato estivo, né prestare a loro volta garanzie precise alle banche. Il piano B dell’advisor Infront, ovvero di creare un canale di Lega, vede gli spagnoli d’accordo, ma essendo a ridosso dell’estate mancherebbero i tempi tecnici per metterlo in atto. Un’alternativa estrema, in verità, vi sarebbe: sfruttare un’infrastruttura esistente (Mediaset Premium) per trasmettere tutte le gare di campionato e pagare il proprietario con un canone fisso o legato agli abbonati. Ipotesi estrema, ripetiamo, ma nel caso in cui ve ne fosse bisogno verrebbe riesumata, dopo essere stata ventilata prima di Pasqua. Per adesso, l’unica opzione concreta sul tavolo è che Skey sganci più dei 630 milioni sinora offerti, avendo in cambio più partite clou da trasmettere negli orari di punta, come sabato e domenica sera. Insomma, siamo alla trattativa tra due soli soggetti, uno per lato. Ammazza che mercato!

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Argomenti: Economia nel pallone