Copertina Maurizio Crozza, puntata Ballarò 15 aprile 2014: ora tocca al numero tre di Forza Italia

Nella copertina di Ballarò del 15 aprile Crozza ha imitato Silvio Berlusconi, pronto per i servizi sociali, e Matteo Renzi, alle prese con i bonus per i manager pubblici

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Nella copertina di Ballarò del 15 aprile Crozza ha imitato Silvio Berlusconi, pronto per i servizi sociali, e Matteo Renzi, alle prese con i bonus per i manager pubblici

Chiaramente la copertina di Maurizio Crozza che ha aperto la puntata di Ballarò di ieri sera, martedì 15 aprile 2014, non poteva non aver ad oggetto gli ultimi due scoop che riguardano, sebbene indirettamente, la politica interna: l’affidamento da parte del Tribunale di Milano di Silvio Berlusconi ai servizi sociali e la fuga di Dell’Utri in Libano. Il comico genovese chiede chiarimenti a Giovanni Floris:  “Ma mi spieghi Giova gli anziani della fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone, che cosa hanno mai fatto di così terrible nella vita per beccarsi un anno di Berlusconi? Ma non possono patteggiare e beccarsi una prostatite come tutti gli altri?”    

Forza Italia si sgretola: ora tocca al numero 3?

Parte quindi l’imitazione di Silvio Berlusconi esaltato dalla nuova esperienza: “Vuoi vedere che se cambio due cateteri vinco le Europee? Che figata!” Complicata anche la situazione dell’ex numero 2 di Forza Italia che probabilmente riuscirà ad evitare il giudizio. Crozza infatti fa due conti a voce alta: “E’ andato in un paese in cui non esiste il reato di concorso esterno in associazione mafiosa (…) perché per la legge libanese la domanda di estradizione deve arrivare entro 30 giorni dall’arresto nel frattempo i suoi avvocati si sono ammalati per cui la sentenza definitiva della Cassazione slitta di un mese… Mettici anche che il Libano è un crocevia di religioni e in aprile ci sono 30 Pasque! (…) Ha più possibilità il Sassuolo di vincere lo scudetto che Dell’Utri di essere estradato!” Viste le sorti dei primi due del partito è chiaro che molti altri ex di Forza Italia si diano alla fuga: “Bondi e Bonaiuti se ne stanno andando, degli amici di vecchia data a Berlusconi è rimasta solo la Boccassini” Ma poi fa il nome dell’unico vero amico rimasto intorno a Berlusconi: Matteo Renzi. Pare che i due rivali politici si siano incontrati di nuovo per confermare il patto sulle riforme: “In mano a gente così la nostra Costituzione è al sicuro: passiamo dai padri costituenti ai nonni costituiti!” Citare Renzi è anche l’occasione per Crozza di commentare l’introduzione del bonus per mancata conferma dei manager pubblici che di fatto fa a compensare il tetto massimo agli stipendi:  “A Scaroni [ex-AD di Eni] che prendeva 6.4 milioni di stipendio all’anno da Eni toccherà un bonus da 8.4 milioni! (…) Non si sono mai visti al mondo disoccupari così felici. Ci sono un sacco di manager pubblici che sono saliti sul tetto al grido di: mandateci a casa! (…) Scaroni ha fatto una festa di licenziamento che in confronto il Grande Gatsby sembrava un lavavetri al semaforo!”

Crozza-Renzi: un Presidente pacifista

E la copertina si chiude proprio con l’imitazione di Matteo Renzi: “Signori miei, vorrei ricordare che ho rottamato Bersani perché era vecchio, ho rottamato Letta perché era nuovo! (…) Moretti l’ho tolto da Trenitalia e l’ho nominato AD di Finmeccanica, passa dai treni ai missili, poi dicono che non sono pacifista! Le guerre in tutto il mondo inizieranno con 20 minuti di ritardo!”  

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