Contratti di lavoro: ecco cosa cambia dopo la storica intesa tra sindacati e Confindustria

E' stato firmato un documento inerente la riforma del modello contrattuale: tra le novità l'individuazione del Trattamento economico minimo.

di Chiara Lanari, pubblicato il
E' stato firmato un documento inerente la riforma del modello contrattuale: tra le novità l'individuazione del Trattamento economico minimo.

Cgil, Cisl, Uil e Confindustria hanno firmato uno storico documento inerente la riforma del modello contrattuale. In sintesi, il testo definisce nuove regole sia sulla rappresentanza sindacale sia su quella delle imprese. Quest’ultimo aspetto è una delle grandi novità dei nuovi contratti di lavoro. Occorre sottolineare, inoltre, che il contratto nazionale resterà articolato su un livello nazionale e un altro aziendale. Un’altra novità è l’individuazione del Trattamento economico minimo (Tem), che va ad affiancarsi al Trattamento economico complessivo (Tec). Non solo, all’interno delle buste paga, da qui in avanti, faranno il loro debutto anche eventuali forme di welfare.

Le dichiarazioni dei protagonisti

I segretari nazionali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno espresso la propria piena soddisfazione per l’accordo raggiunto insieme a Confindustria sulla riforma del modello contrattuale. Secondo Susanna Camusso, leader nazionale della Cgil, quello appena firmato è un “investimento sulle parti sociali, dopo una lunga stagione – spiega il segretario – che ne aveva messo in discussione ruolo e competenze”. Il riferimento va agli ultimi governi, a maggioranza Pd, nel corso dei quali si era parlato a più riprese dell’introduzione del salario minimo, fatto che avrebbe portato -inevitabilmente – a scavalcare le parti sociali. Presente alla firma del testo insieme a Confindustria anche Annamaria Furlan, la quale ha sottolineato il “contributo da parte delle sigle sindacali alla crescita del Paese e del valore sociale del lavoro”.

Per Carmelo Barbagallo, segretario nazionale del sindacato Uil, l’accordo appena firmato ha una valenza molto importante e l’obiettivo è quello di far decollare il Paese dal punto di vista economico. Positivo anche il commento di Vincenzo Boccia, numero uno di Confindustria, che mette in rilievo l’affiatamento tra le parti sindacali e la stessa Confidustria, auspicando che questo sia un esempio da seguire per tutti.

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Argomenti: Disoccupazione, Economia Italia

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