Contraffazione da 7 miliardi, persi 100.000 posti di lavoro in Italia

Contraffazione in crescita in Italia: vale 6,9 miliardi. Distrutti centinaia di migliaia di posti di lavoro e sottratte allo stato entrate per svariati miliardi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Contraffazione in crescita in Italia: vale 6,9 miliardi. Distrutti centinaia di migliaia di posti di lavoro e sottratte allo stato entrate per svariati miliardi.

E’ di 6,9 miliardi di euro la cifra spesa in Italia per l’acquisto di prodotti contraffatti nel 2015, un importo in crescita del 4,4% rispetto al 2012. Sono i risultati di una ricerca condotta del Censis per il Ministero dello Sviluppo Economico, secondo la quale la contraffazione sottrarrebbe al nostro paese più di 100.000 posti di lavoro e 18,6 miliardi di produzione interna e un valore aggiunto di 6,7 miliardi.

Secondo il Censis, la piazza di maggiore sbocco per i consumi di prodotti “fake” sarebbe Roma, dove solo nel corso dello scorso anno sono stati sequestrati più di 31,5 milioni di pezzi, il 58,1% del totale. Il dato, però, risente di due maxi-sequestri di 28 milioni di prodotti per scuola e ufficio.

Stando ai calcoli, tra imposte dirette e IVA, la contraffazione sottrarrebbe allo stato entrate per 1,7 miliardi. Considerando anche la produzione attivata negli altri settori, le minori entrate ammonterebbero a 5,7 miliardi, il 2,3% del totale delle medesime categorie di imposte.

I prodotti contraffatti più popolari in Italia sono abbigliamento e accessori (2,2 miliardi, 32,5%), tra cui principalmente giubbotti, capi sportivi, accessori, borse e portafogli. Seguono gli audiovisivi (cd, etc.) per un valore di 2 miliardi e il 28,5% del totale; i prodotti alimentari per 1 miliardo, pari al 14,8%; materiali elettrici, tra cui componenti e cellulari, per 732 milioni e il 10,6%; orologi, gioielli e prodotti di alta gamma per 402 milioni e pari al 5,8%; infine, materiale informatico, come chiavette Usb, componenti hardware per computer, tablet e schede di memoria per 282 milioni e pari al 4,1% del totale.

 

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia