Conto corrente, si cambia: la rivoluzione tecnologica investe il mondo delle banche

La PSD2 segna di fatto l'apertura delle API bancarie a soggetti terzi autorizzati, i quali potranno dunque offrire dei servizi finanziari personalizzati per ciascun correntista.

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La PSD2 segna di fatto l'apertura delle API bancarie a soggetti terzi autorizzati, i quali potranno dunque offrire dei servizi finanziari personalizzati per ciascun correntista.
All’inizio del mese di maggio l’O-Key Smart di Intesa Sanpaolo ha introdotto per milioni di correntisti in Italia un nuovo paradigma in relazione alla modalità di pagamento. L’O-Key Smart è andata a sostituire le chiavette dispositive O-Key, le quali non avrebbero rispettato la nuova Direttiva sui pagamenti disposta dall’Unione Europea nel gennaio 2018 e pronta a debuttare ufficialmente nel settembre di quest’anno.
Il concetto di fondo espresso dalla direttiva europea è in sostanza il seguente: al momento del pagamento, gli utenti devono ricevere la giusta protezione attraverso un sistema di autenticazione legato a dispositivi tecnologici.

O-Key Smart di Intesa Sanpaolo

Da O-Key a O-Key Smart, a volte è sufficiente l’aggiunta dell’aggettivo “smart” per una rivoluzione culturale. Le O-Key della banca Intesa Sanpaolo erano chiavette tradizionali, le quali generavano un codice non legato in maniera dinamica alla transazione economica, come richiesto invece dalla direttiva PSD2, che di fatto segna l’avvio dell’era Open Banking. Come è facile da intuire, la nuova era per il settore bancario legata alla seconda direttiva europea sul sistema dei pagamenti non riguarda soltanto la ricezione del codice in sé in una chiavetta smart. Il 5 per cento della clientela di Intesa ha scelto di optare per la soluzione alternativa rappresentata dal servizio O-Key SMS, che a differenza di O-Key Smart prevede un canone annuo pari a 10 euro e il pagamento di ciascun messaggio di testo ricevuto in base al proprio piano tariffario. Nel frattempo, anche Unicredit si è adeguata, andando a rottamare le sue Password Card, appartenenti al vecchio paradigma dei pagamenti. Ricordiamo che tutte le banche italiane dovranno adeguarsi alla diretta PSD2 entro il prossimo 14 settembre, data nella quale debutterà ufficialmente l’Open Banking.

Cos’è l’Open Banking

La PSD2 segna di fatto l’apertura delle API bancarie a soggetti terzi autorizzati, i quali potranno dunque offrire dei servizi finanziari personalizzati per ciascun correntista. Tramite le API bancarie, infatti, i soggetti terzi hanno l’opportunità di venire a conoscenza dei dati contenuti all’interno delle transazioni, cioè in che modo i correntisti spendono il proprio denaro mese dopo mese.
Nelle prossime settimane, dopo Intesa Sanpaolo e Unicredit, altre banche contatteranno i loro clienti per informarli sul cambiamento voluto dall’Unione Europea con la seconda direttiva sui pagamenti.
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