Conti pubblici: perchè l’allarme dell’Europa è un favore a Letta

Rehn, dopo la Bce, mette in guardia l'Italia sui conti da far quadrare a fine anno. Forte il richiamo ad avviare le riforme economiche ed alla stabilità. Letta ha ora un'arma in più per sedare le crescenti fibrillazioni all'interno della maggioranza che lo sostiene.

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Rehn, dopo la Bce, mette in guardia l'Italia sui conti da far quadrare a fine anno. Forte il richiamo ad avviare le riforme economiche ed alla stabilità. Letta ha ora un'arma in più per sedare le crescenti fibrillazioni all'interno della maggioranza che lo sostiene.

L’Europa torna a mettere nel mirino l’Italia. Dopo che ieri la BCE ha messo in guardia il nostro Paese sul rischio di non raggiungere l’obiettivo di bilancio di un rapporto deficit/Pil sotto il 3% nel 2013 (Dalla Bce bastone e carota all’Italia. Allarme deficit), oggi si registrano le dichiarazioni di Olli Rehn.

 

Gli ultimi dati economici sull’Italia non sono buoni, per assicurare il ritorno della ripresa è essenziale la stabilità politica” così ha risposto ai giornalisti il Commissario agli Affari economici Ue a margine dell’Eurogruppo in programma a Vilnius (Lituania).

Rehn confida che le recenti turbolenze politiche in Italia possano essere superate anche perchè il Governo di Enrico Letta “ha preso chiari impegni che sta mandando avanti“. Di certo il Pil in ribasso del 2,1% nel secondo trimestre 2013 indica come il Paese abbia l’estrema necessità di riforme economiche che l’Europa, ma non solo, auspica. L’ottimismo sbandierato più volte dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, viene quindi decisamente smorzato da numeri e vincoli esterni a cui sappiamo le nostre finanze pubbliche devono uniformarsi. Non è mancata la risposta, seppur indiretta, del governo che per bocca di Enrico Letta ha voluto rassicurare le istituzioni europee. A Torino per la Settimana sociale dei cattolici italiani, il premier ha sottolineato come l’esecutivo manterrà gli impegni sul pagamento dei debiti garantendo sulla stabilità del suo operato.

Insomma l’Europa lanciando l’allarme sulla nostra economia sembra essere voluta intervenire per aiutare Enrico Letta, in difficoltà sulla crisi di governo. Il voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi spinge alcuni componenti del PD ma anche del PDL a uscire dalla maggioranza di governo, indebolendo nei fatti l’azione dell’esecutivo. Molti osservano che solo un allarme economico può convincere gli alleati  a far buon viso a cattivo gioco e mantenere in piedi il governo Letta.

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