Conti pubblici, altro che tesoretto. Il governo chiede alla UE deficit per altri 6,4 miliardi

Il governo Renzi chiede alla UE più flessibilità sui conti pubblici, sforando di oltre 6 miliardi sul deficit per il 2016. E si annuncia una nuova stangata fiscale con il taglio delle detrazioni.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il governo Renzi chiede alla UE più flessibilità sui conti pubblici, sforando di oltre 6 miliardi sul deficit per il 2016. E si annuncia una nuova stangata fiscale con il taglio delle detrazioni.

Che i conti pubblici italiani non siano messi bene lo sapevamo da molto tempo; che non mostrino significativi segnali di miglioramento lo abbiamo iniziato a intuire da qualche tempo a questa parte, quando i dati ufficiali indicano che il 2014 si è chiuso con un deficit al 3% del pil, in lieve crescita dal 2,9% del 2013, mentre emergono dubbi sulla possibilità che sia centrato quest’anno l’obiettivo di un rapporto al 2,6%, nonostante nei primi 3 mesi del 2015 siano già stati risparmiati dallo stato 8 miliardi in interessi sul debito pubblico, grazie al QE della BCE.   APPROFONDISCI – Debito pubblico, grazie a Draghi risparmiati 8 miliardi in 3 mesi: deficit/pil verso il 2%?   Adesso, il governo Renzi sembra quasi certo che non potrà raggiungere il target del deficit all’1,4% del pil nel 2016, che implicherebbe una riduzione del disavanzo fiscale di 20 miliardi in un anno, non alla portata del nostro paese, malgrado ripartirà probabilmente un pò di crescita dell’economia. Tanto che in occasione della visita di oggi a Roma del vice-presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, gli ha formalizzato la richiesta di usufruire maggiore flessibilità nelle clausole fiscali, chiedendo che l’Europa si accontenti per il prossimo anno di un deficit all’1,8% del pil, lo 0,4% in meno degli impegni attuali, corrispondenti a 6,4 miliardi di euro. Gli annunci di questi giorni di un presunto “tesoretto” di 1,6 miliardi, che il governo vorrebbe utilizzare per estendere il bonus degli 80 euro ai redditi incapienti e ai pensionati, appare non solo difficilmente giustificabile, alla luce delle richieste di queste ore all’Europa, ma sarebbe in verità denaro in deficit, che l’esecutivo utilizzerebbe dallo 0,1% del pil di disavanzo inferiore alle stime che ritiene di potere conseguire quest’anno, grazie alla debole crescita dell’economia.   APPROFONDISCI – I conti pubblici peggiorano. Ecco i dati sulla bufala del risanamento fiscale di questi anni  

L’Europa apre a maggiore flessibilità

Dombrovskis ha aperto alla possibilità di concedere maggiore flessibilità all’Italia, ma a patto che il governo Renzi presenti alla Commissione un calendario di riforme dettagliato e che rientri dalle deviazioni temporanee in 4 anni. Già per quest’anno, a dire il vero, il nostro paese sta usufruendo del minore aggiustamento richiesto da Bruxelles, che ha chiuso un occhio sulla lentezza del risanamento dei i nostri conti pubblici, in seguito al varo di alcune riforme, come il “Jobs Act”. Il commissario ha precisato che resta l’obiettivo del parecchio di bilancio “strutturale” al 2017, ovvero al netto del ciclo economico e delle una tantum.   APPROFONDISCI – Renzi scherza col fuoco dei conti pubblici, ecco cosa rischiamo   Restano da recuperare almeno 10 miliardi, per evitare che scattino le clausole di salvaguardia, fissate lo scorso anno in complessivi 16 miliardi nel 2016, tra aumenti di IVA e accise, nel caso in cui non fosse centrato altrimenti l’obiettivo del deficit. Per questo, il ministro Padoan avrebbe in mente una riduzione delle cosiddette “tax expenditures”, ossia delle circa 700 agevolazioni fiscali che ogni anno privano lo stato di 300 miliardi di entrate. Che una revisione di questa giungla delle detrazioni e delle deduzioni fiscali sia più che necessaria è un dato assodato, anche a beneficio della maggiore efficienza del sistema tributario, ma è evidente che senza correttivi per le aliquote fiscali, questi tagli si tradurranno in aumenti belli e buoni delle tasse, quando già l’OCSE stamattina ci ha posto ai vertici dei paesi più tartassati del mondo.   APPROFONDISCI – Conti pubblici, la UE ci avverte sul Fiscal Compact: nel 2016 “buco” da 25 miliardi?

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Argomenti: clausole di salvaguardia, Crisi economica Italia