Conti correnti a pagamento, boomerang tassi negativi sui mutui per i risparmiatori

Conti correnti con balzello. Dopo i tassi negativi sui mutui ipotecari arriva dalla Danimarca un'altra novità, che rischia di tradursi in un boomerang per il mercato del credito.

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Conti correnti con balzello. Dopo i tassi negativi sui mutui ipotecari arriva dalla Danimarca un'altra novità, che rischia di tradursi in un boomerang per il mercato del credito.

Belli i tassi negativi, vero? Dipende dalla posizione in cui vi troviate, perché dalla Danimarca sono giunte in pochi giorni notizie dal tenore opposto per i clienti delle banche e che hanno a che fare entrambe con gli interessi. Dopo il primo mutuo ipotecario a 10 anni al -0,5%, Jyske Bank oggi annuncia che verranno imposti tassi del -0,6% sui conti correnti dalle 7,5 milioni di corone danesi insù, qualcosa come 1,1 milioni di euro.

In poche parole, i risparmiatori più facoltosi dovranno pagare la banca per il “privilegio” di tenere depositato il loro denaro. Il ceo Anders Dam ha spiegato che “i tassi negativi … adesso appaiono di natura permanente”, come dire che non s’intravede una risalita del costo del denaro da fare ipotizzare che le condizioni straordinarie in cui versa attualmente l’economia scandinava possano mutare presto.

Mutui a interessi sottozero saranno mai possibili in Italia? 

Spieghiamoci meglio. La banca centrale della Danimarca ha fissato sin dal 2012 tassi negativi per evitare che gli eccessivi afflussi di capitali minacciassero il “peg” contro l’euro. Con la sola eccezione del 2014, quindi, da allora le banche vengono pagate per prendere in prestito denaro dall’istituto e questo ha fatto crollare i tassi di mercato sottozero, con l’intera curva delle scadenze danese ad essere diventata di recente negativa. L’impatto non ha risparmiato le stesse banche, che possono permettersi di prestare denaro a costi quasi azzerati o negativi, come nel caso di Jyske, rifinanziandosi sul fronte del credito ipotecario attraverso emissioni di obbligazioni, anch’esse con rendimenti negativi.

I conti correnti restano, tuttavia, il pilastro principale di raccolta dei risparmi per l’erogazione di prestiti a imprese e famiglie. E anch’essi risultano ormai apertamente sotto pressione in un ambiente creditizio a tassi zero. Da qui, la clamorosa decisione della banca, che al momento riguarderebbe solo una quota minoritaria della clientela e non verrebbe seguita da Danske Bank, principale istituto danese, mentre Nordea offrirà mutui a 20 anni a tasso zero e a 30 anni solo allo 0,5%.

La stessa Jyske ha riscritto i prospetti informativi per prevedere la possibilità di erogare persino mutui a 30 anni a tassi negativi. In Svizzera, invece, UBS aveva comunicato nei giorni scorsi l’imposizione di un tasso al -0,75% sui conti superiori a 2 milioni di franchi, circa 2,2 milioni di euro.

Rischio tassi negativi anche in Italia?

Per il momento, in entrambi gli stati europei all’infuori dell’Eurozona vengono imposti tassi molto negativi dalle rispettive banche centrali per reagire proprio alla debolezza della moneta unica e adesso si iniziano a percepire gli effetti collaterali ai danni dei loro risparmiatori, seppure ancora solo quelli più fortunati. Ma se questa fase dovesse prolungarsi, difficile escludere che l’asticella venga abbassata dalle banche, facendo rientrare nei conti correnti soggetti ai tassi negativi una fetta crescente della clientela. Non più solo i milionari, bensì gradualmente chi avesse parcheggiato 500.000 euro (fatta la conversione dei tassi di cambio) e poi 100.000 e chissà che, a un certo punto, il balzello non riguardi tutti i clienti.

I tassi negativi in Germania provocheranno un terremoto politico ancora più forte

E Danimarca e Svizzera sono semplicemente esperimenti effettuati prima dell’Eurozona, che hanno anticipato e, in un certo senso, tracciato il solco perché anche la BCE varasse i suoi tassi negativi, nello specifico sui depositi overnight delle banche. Attenzione a fare spallucce nel leggere quanto accade in questi paesi, perché potrebbero anche stavolta anticipare quanto accadrà nel prossimo futuro nell’Eurozona, con probabilità inferiori che ciò accada a breve anche in Italia, dove la struttura dei tassi rimane più alta che nel resto dell’area. Se così fosse, dapprima una stretta cerchia e dopodiché una sempre più vasta platea di risparmiatori si troverà “punita” per il solo fatto di avere depositato denaro in banca. E allora sì che l’aggettivo “negativi” per i tassi avrà assunto tutta un’altra connotazione.

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