Conte premier, mercati più sereni, incognita Savona al Tesoro e Berlusconi senza amici al governo?

Il governo Conte di Lega e 5 Stelle sta per nascere, ma la guida del Tesoro resta un'incognita. La maggioranza spinge per Paolo Savona e Silvio Berlusconi rischia di restare "scoperto" politicamente allo Sviluppo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il governo Conte di Lega e 5 Stelle sta per nascere, ma la guida del Tesoro resta un'incognita. La maggioranza spinge per Paolo Savona e Silvio Berlusconi rischia di restare

Giuseppe Conte è il premier incaricato, da quando ieri seri ha ottenuto l’incarico pieno dal presidente Sergio Mattarella, al termine di un incontro durato circa 2 ore. Uscendo dalla Sala Vetrata del Quirinale, il Prof ha subito voluto rassicurare sulla “collocazione in Europa” dell’Italia. Impossibile non credere che la frase non sia stata concordata con il capo dello stato. E i mercati sembrano avere recepito il messaggio, se è vero che lo spread BTp-Bund a 10 anni si è ridotto dai 191 punti base della chiusura di ieri ai 184 delle ore 10.00 di stamattina, mentre i rendimenti decennali sono diminuiti dal 2,42% al 2,36%. Insomma, una piccola apertura di credito al primo premier alla guida di un governo tutto “populista” ed euro-scettico in Italia, per i giornali detto anche giallo-verde, anche se dalla Lega vorrebbero che si parlasse di giallo-blu.

Dopo avere incontrato ieri sera i presidenti di Camera e Senato, Conte oggi a Montecitorio chiede ospitalità per consultarsi con i partiti della maggioranza. Avendo accettato l’incarico “con riserva”, come da prassi istituzionale, dovrebbe salire entro domani al Colle per riferire al presidente Mattarella di avere sciolto tale riserva e di essere pronto a formare il nuovo governo. Restano alcune criticità, la più importante riguardante il Ministero dell’Economia. Lega e Movimento 5 Stelle fanno quadrato sulla persona di Paolo Savona, illustre economista, già ministro con Carlo Azeglio Ciampi e dirigente d’impresa, che proprio ieri si è dimesso dal fondo Euklid “per sopraggiunti impegni istituzionali italiani”.

Su Savona si concentrano le preoccupazioni del Quirinale, essendo note le sue posizioni euro-scettiche e non da oggi. L’uomo non chiede l’uscita dall’euro, bensì la modifica dei trattati istitutivi della moneta unica e lo studio di un piano B per il caso di ritorno alle monete nazionali. Se il suo nome non fosse accettato da Mattarella, non possiamo escludere che possa finire per occupare un’altra casella di rilievo del governo, come magari lo Sviluppo (Mise). La Lega sarebbe pronta a sostituirlo al Tesoro con il suo Giancarlo Giorgetti e vorrebbe al contempo prendersi lo Sviluppo, che Luigi Di Maio reclama per sé, volendolo accorpare con il Lavoro.

Perché Paolo Savona all’Economia sarebbe il migliore profilo per l’Italia

Il caso Berlusconi, a rischio “coperture” nel governo

Ieri, il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha incontrato il collega di partito e finora considerato un suo oppositore interno, Roberto Maroni, ex ministro del Lavoro prima e all’Interno dopo con i governi Berlusconi, oltre che governatore della Regione Lombardia per 5 anni. Si è speculato che possa entrare nel governo che sta per nascere, ma dal diretto interessato è arrivata una smentita. La sua eventuale nomina rappresenterebbe una rassicurazione per gli alleati del centro-destra, in particolare, nei confronti di Silvio Berlusconi, che tema una svolta giustizialista e contraria ai suoi interessi aziendali. E proprio il Mise preoccupa l’ex premier, trattandosi del ministero che valuterebbe eventuali scalate ostili ai danni di Fininvest in Mediaset, come quella della francese Vivendi, sventata per un soffio alla fine del 2016.

Il problema sta nelle indiscrezioni di queste ore, secondo le quali tale casella starebbe andando ai 5 Stelle, che certo non sarebbero i tutori degli interessi berlusconiani al governo. Forza Italia resta a guardare, ma ha le mani legate: se facesse opposizione dura, rischierebbe di inimicarsi l’esecutivo e di ritrovarselo contrario quando dovesse servire al suo capo per difendere le proprie aziende da operazioni di mercato ostili. Se facesse opposizione morbida, rischierebbe di essere del tutto svuotata di consenso dalla Lega e, a quel punto, non si capirebbe perché i parlamentari azzurri non debbano passare direttamente con Salvini.

Molto dipenderà chiaramente dai provvedimenti che verranno adottati dai primi consigli dei ministri. Se, come si vocifera, il governo Conte esordisse con la “pace fiscale”, un decreto taglia-burocrazia e ritocchi alle pensioni, difficile che misure così popolari vengano contrastate duramente in Parlamento da Forza Italia, la quale altrimenti si auto-flagellerebbe, in vista delle elezioni europee tra un anno, data ultima per conoscere il destino degli attuali attori politici. Molti forse spariranno, qualcuno resisterà e altri trionferanno, scombinando il sistema e dando vita concretamente alla Terza Repubblica. E Forza Italia lotta per esistere ancora, operazione molto difficile per lo scollamento quasi totale del partito rispetto all’elettorato di centro-destra negli ultimi anni.

Forza Italia sta sbagliando tutto e Berlusconi rischia di perdere (altri) voti e soldi

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Argomenti: Politica, Politica italiana