Conte o Allegri all’Inter? I guai nerazzurri dopo la sconfitta in Europa League

Antonio Conte sarebbe a un passo dall'addio all'Inter, ma rimpiazzarlo sembra meno facile del previsto. Suning rischia di pagare tre maxi-stipendi per altrettanti allenatori.

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Antonio Conte sarebbe a un passo dall'addio all'Inter, ma rimpiazzarlo sembra meno facile del previsto. Suning rischia di pagare tre maxi-stipendi per altrettanti allenatori.

Le dichiarazioni di Antonio Conte dopo la finale di Europa League persa dalla sua Inter contro il Siviglia hanno fatto scendere il gelo con i tifosi nerazzurri. Quasi tutti i commentatori sportivi danno l’ex ct della Nazionale verso l’addio e, in effetti, starebbe trattando con la proprietà semplicemente i termini di un accordo per la sua uscita di scena. Avrebbe due opzioni: farsi esonerare e continuare a percepire lo stipendio per i due anni di contratto residui, oppure dimettersi e rinunciare agli emolumenti. In realtà, l’opzione più probabile sarebbe quella di una transazione con l’Inter: dimissioni, in cambio di un pagamento parziale degli stipendi residui.

Alla società non conviene adire le vie legali. Conte vincerebbe senza nessun problema, come dimostra il suo “divorzio” con il Chelsea. E l’esborso sarebbe enorme per l’Inter: circa 11,5 milioni netti a stagione, qualcosa come oltre 30 milioni lordi in due anni e grazie al risparmio derivante dall’art.5 del Decreto Crescita, che consente alle aziende italiane di pagare l’Irpef solo sulla metà dello stipendio dei lavoratori trasferitisi dall’estero. Altrimenti, ne avrebbe pagati più di 40. Ad ogni modo, tantissimo, anche perché ci sarà da pagare l’ingaggio per il nuovo allenatore e fino al 30 giugno 2021 va riconosciuto persino quello per Luciano Spalletti, esonerato anch’egli prima della scadenza del contratto. E parliamo di altri 4,5 milioni netti, circa 7,9 milioni lordi.

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La carta Allegri

E chi dovrebbe sostituire Conte? In pole position vi sarebbe Massimiliano Allegri, ex volto Juventus, ancora senza occupazione. A Torino percepiva 7,5 milioni netti e se l’Inter gli confermasse questo ingaggio dovrebbe sborsare oltre 13 milioni all’anno, pur sempre 7 in meno di quanti ne continuerebbe a spendere tenendosi Conte.

Ma le cose si complicano per gli uffici ragioneria dell’Inter, perché dopo la sconfitta di ieri alla finale di Champions League, il Paris Saint-Germain dovrebbe esonerare Thomas Tuchel e starebbe adocchiando niente di meno che proprio Allegri, il quale, pur essendo intenzionato a restare in Italia, avrebbe adesso buon gioco a trattare al rialzo con via Turati.

L’ipotesi migliore per l’Inter sarebbe prendersi Allegri allo stesso stipendio che percepiva alla Juventus e corrispondere per altri due anni a Conte non oltre i 2 milioni lordi della differenza tra i due ingaggi. In questo modo, il costo per la panchina resterebbe invariato. Ma sembra difficile che Conte rinunci a circa 23 milioni netti per accontentarsi di “soli” 3 milioni in totale.

Il conto complessivo non si chiude qui. Che resti Conte (improbabile) o arrivi Allegri, l’allenatore chiederà alla società contropartite tecniche significative per evitare altre magre figure. In soldoni, calciatori di peso da comprare per rafforzare la rosa. Dunque, nuovi investimenti, a fronte di incassi non proprio esaltanti. E il colpaccio di Lionel Messi? Sarebbe ipotizzabile solo con un tecnico che ispiri fiducia all’argentino e con un progetto che contempli credibilmente almeno l’approdo alle gare clou di Champions per la prossima stagione. Ma dopo la bruciante sconfitta contro il Siviglia, tutto è diventato maledettamente più complicato, perché ai nerazzurri serviva un’aura di vittoria per mettersi alle spalle la più lunga fase negativa della loro storia.

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