Prosegue la crisi dei consumi, il bonus degli 80 euro non ha effetto

Sfilza di dati macroeconomici oggi, riguardanti le economie dell'Eurozona. I consumi si confermano in crisi in Italia a giugno, mentre la Spagna cresce, ma registra un'accelerazione del calo dei prezzi e i prestiti nell'Eurozona continuano a diminuire. Stabile la disoccupazione in Germania.

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Ritratto di una crisi senza fine in Italia. L’Istat ha pubblicato i dati sulle vendite al dettaglio nel mese di giugno, rimaste invariate rispetto al mese precedente, ma risultate in calo del 2,6% su base annua. Si tratta del secondo mese in cui milioni di italiani hanno goduto del bonus Irpef degli 80 euro in busta paga, voluto dal governo Renzi. Nel dettaglio, i consumi di beni alimentari sono diminuiti su base annua del 2,4%, mentre quelle dei prodotti non alimentari del 2,8%. Le attese erano per una variazione mensile del -0,5% e annua del -0,6%. Nel trimestre aprile-giugno, le vendite sono diminuite dello 0,2% sui tre mesi precedenti, ma i beni alimentari sono risultati in crescita dello 0,1% e quelli non alimentari in calo dello 0,4%. Nel primo semestre, invece, l’indice è sceso dell’1% su base annua, con i consumi alimentari in calo dello 0,7% e quelli non alimentari dell’1,1%. Il dato di giugno è doppiamente negativo, perché trattasi del secondo mese, in cui milioni di italiani hanno percepito il bonus Irpef degli 80 euro in busta paga, voluto dal governo Renzi. A quanto pare, si confermano le critiche di Confcommercio, che aveva avvertito che l’effetto del bonus sui consumi sarebbe quasi impercettibile.   APPROFONDISCI – Saldi estivi stabili, il bonus Renzi non stimola i consumi. Prosegue la crisi della moda italianaro di Renzi: non ha rilanciato i consumi  

Prosegue il credit crunch europeo

E la BCE ha pubblicato i dati relativi ai prestiti al settore privato nell’Eurozona, che nel mese di luglio hanno continuato a contrarsi dell’1,6% su base annua, anche se il calo risulta in rallentamento dal -1,8% di giugno, a sua volta rivisto in peggioramento dal -1,7% della precedente stima. Allo stesso tempo – sempre la BCE –  l’aggregato monetario M3, quello che viene monitorato per verificare la crescita della massa monetaria e la variazione dei prezzi fino ai 18 mesi successivi, è cresciuto dell’1,8% a luglio dal +1,6% di giugno.

 Nel periodo maggio-luglio, l’M3 è cresciuto dell’1,5%, in accelerazione dal +1,2% del trimestre aprile-giugno.

Deflazione Spagna?

Intanto, dalla Spagna giungono dati dalla lettura contrastante.

Nel secondo trimestre dell’anno, il pil è cresciuto dello 0,6% sui tre mesi precedenti e dell’1,2% su base annua, in accelerazione dal +0,4% congiunturale del primo trimestre. Un dato molto positivo, che conferma come l’economia spagnola sia lanciata verso la ripresa. Desta qualche preoccupazione, però, il calo dei prezzi. In agosto, sono diminuiti dello 0,5% annuo e dello 0,1% su giugno. La contrazione annua era stata dello 0,3% a luglio, per cui si teme che la Spagna sia entrata in deflazione, sebbene non pare si stia avvertendo alcuna conseguenza negativa sulla sua economia, anzi. Il fenomeno dovrebbe essere associato al calo dei prezzi energetici.   APPROFONDISCI – Allarme deflazione in Spagna? E la crisi si aggrava in Francia   Infine, la Germania. Il tasso di disoccupazione in agosto è rimasto fermo al 6,7%, uguale alle attese. Il numero dei disoccupati in valore assoluto, però, registra una lieve crescita di 2 mila unità, mentre le attese erano per un calo di 5 mila unità. A luglio si era registrata una diminuzione di 12 mila disoccupati.                

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