Consultazioni Bersani Movimento 5 Stelle: tutti i punti dell’incontro

Aperte le consultazioni di Pier Luigi Bersani che dice subito no al governissimo.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Aperte le consultazioni di Pier Luigi Bersani che dice subito no al governissimo.

Pier Luigi Bersani apre le consultazioni con il Movimento 5 Stelle e afferma subito “C’è una aspettativa di governissimo, ma io dico ‘non esiste […] non per preclusione verso la destra, che la pensa diversamente da me ma è in tutta Europa, ma perchè metteremmo un coperchio politicista su una pentola che chiede cambiamento: finiremmo per bloccarci reciprocamente. Questo non si farà”. Durante la consultazione con gli esponenti del Movimento 5 Stelle Bersani ha fatto notare come saranno fondamentali i prossimi mesi per il futuro del nostro Paese “Voi dite ‘faremo faremo’, ma presupponete che ci sia qualcuno che ci pensa. Se la soluzione è dire governate voi con un appoggio esterno? Ne discutiamo con il Capo dello Stato” ed ha aggiunto “Purtroppo non siamo a Ballarò; il governo è una roba seria”. Bersani ha tentato di proporre ai 5 Stelle tutti i punti di governo che stanno loro a cuore ribadendo più volte che vuole un governo di cambiamento perchè, ha affermato “voi non siete gli unici a sentirne l’esigenza. Anche la mia forza, io stesso lo voglio”. La proposta si articola su due punti ben definiti: riforme istituzionali e temi economici-sociali volti a moralizzare la politica. “Dobbiamo fare qualcosa sull’economia, a partire dall’Europa. Sono europeista ma austerità e recessione ci stanno avvitando” afferma il leader del Pd che propone “Pagamenti alla piccola impresa, opere da affidare ai comuni, green economy, norme sul lavoro, pacchetto d’urto sull’emergenza sociale” e altro tema caro al Movimento 5 Stelle “Una legge che riduca il finanziamento pubblico ai partiti, e non solo”. Bersani chiude il suo discorso chiedendo di non lasciare il paese senza un governo “Non lasciamo il Paese senza una soluzione. Io sto chiedendo alle forze più prossime di essere responsabili o corresponsabili. Solo un insano di mente potrebbe avere la fregola di mettersi a governare in questo momento. Io mi prendo una responsabilità enorme. Chiedo ad altri di prendersene un pezzettino”.   http://www.youtube.com/watch?v=7DGUgPlomE0   Il commento di Roberta Lombardi al discorso di Bersani è piuttosto spicciolo “Ascoltandola mi è sembrato di essere davanti a una puntata di Ballarò. Sono vent’anni che sentiamo le stesse cose”. La risposta di Vito Crimi, in linea con le idee del Movimento è “Sostegno pieno sulle singole proposte condivisibili ma la fiducia in bianco è un atto forte. Anche su mandato degli elettori, malgrado altre voci dicano che ci stiano spingendo alle responsabilità non ce la sentiamo di poterci fidare. Con tutta la bontà del suo impegno, gliene diamo atto, noi siamo la generazione che non ha mai visto programmi elettorali realizzati”   A Pier Luigi Bersani per diventare Presidente del Consiglio, e non solo incaricato come attualmente è, servono numeri che al momento non ha, al riguardo ha dichiarato che serve sicuramente un miracolo per formare un governo che abbia una maggioranza stabile; il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non può rischiare di mandare a richiedere la fiducia un governo che rischia di essere sfiduciato fin dall’inizio visto che i 53 senatori del Movimento 5 Stelle  ha dato il loro secco “no” alla fiducia, mentre Lega e Pdl si aspettano un governo che preveda larghe intese. Lo stesso centro di Monti non è disponibile ad appoggiare il governo Bersani, anche se il leader del Pd ci ha provato. Bersani avrebbe desiderato ottenere l’incarico da Napolitano per cercare di formare un governo rivoluzionario per poi tentare di ottenere la fiducia direttamente in aula. Napolitano, però, giudica il gioco di Bersani troppo pericoloso e rischioso poichè: un governo sfiduciato al Senato potrebbe intervenire soltanto sulla gestione dell’ordinaria amministrazione. Il prossimo possibile Presidente del Consiglio sarà comunque indicato dal Pd, e probabilmente sarà una personalità che sia gradita anche dal centrodestra, e il nome che circola più prepotentemente è quello dell’ex ministro montiano Corrado Passera. Ma al riguardo potrebbe essere proprio il Pd a porre un veto al governo, se dovesse passare la linea Fassina che pretende un governo guidato da Pier Luigi Bersani. In questo caso si tornerebbe al voto, con la stessa legge elettorale.

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Argomenti: Politica