Confindustria: Italia in recessione anche quest’anno. 7,8 milioni senza lavoro, consumi piatti

Confindustria taglia le stime sulla crescita del pil in Italia e conferma i dati dell'Ocse sul terzo anno di recessione. Consumi e produzione industriale piatti, mentre la disoccupazione è attesa stabile al 12,5% per il biennio 2014-'15. Ammontano a 7,8 milioni le persone che per una qualche ragione non hanno un lavoro.

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Il Centro studi di Confindustria ha aggiornato le sue stime economiche sull’Italia e avvertiamo sin da subito che non ci sono buone notizie. Nel suo “Scenari economici”, ha tagliato le previsioni di crescita del nostro paese per quest’anno e il prossimo. Nel 2014, il pil calerà dello 0,4% (stesso dato dell’Ocse), mentre salirà solamente dello 0,5% nel 2015. A giugno, le stime erano per una crescita rispettivamente dello 0,2% e dell’1%. Sulla scia di un andamento dell’economia italiana più debole del previsto, il rapporto tra deficit e pil si attesterà al 3% quest’anno e al 2,9% nel 2015, mentre il debito pubblico dovrebbe salire al 137% quest’anno (dal 132,6% del 2013) e al 137,9% l’anno prossimo. L’Italia non dovrebbe sforare il tetto massimo del deficit, grazie a un avanzo primario del 2,1% nell’anno in corso e del 2% nel 2015. Debolissimi la produzione industriale i consumi. La prima rimarrà “molto fiacca” anche nei prossimi mesi, sostanzialmente invariata rispetto agli inizi del 2013, mentre risulta diminuita del 24% dai livelli pre-crisi. I consumi saliranno solamente dello 0,1% quest’anno e dello 0,5% nel 2015. Rispetto al livello massimo raggiunto nel corso del terzo trimestre del 2007, le famiglie spendono ora il 7,8% in meno. D’altronde, la situazione resta molto critica sul fronte del lavoro. Il tasso di disoccupazione è atteso al 12,5% medio per quest’anno e per l’anno prossimo. Il numero di coloro che cercano un’occupazione sono 3,2 milioni, mentre complessivamente non hanno un lavoro ben 7,8 milioni di persone in Italia. Tagliate anche le stime sull’inflazione, che quest’anno dovrebbe attestarsi allo 0,3% e allo 0,5% nel 2015. Nella previsione di giugno, il Centro studi di Confindustria aveva stimato una crescita dei prezzi rispettivamente dello 0,5% e dello 0,9%. D’altronde, il rallentamento dei prezzi è anche dovuto alla previsione di quotazioni in calo per il Brent europeo, pari a 107 dollari medi al barile nel 2014 e a 104 dollari nel 2015, come conseguenza della maggiore offerta rispetto alla domanda e sull’attesa di un allentamento delle tensioni geopolitiche.   APPROFONDISCI – Confindustria: niente crescita in Italia nel 2014. Ecco le previsioni cupe Allarme recessione per l’Italia. Ora Renzi teme davvero la Troika, scontro con Padoan        

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