Conferenza stampa BCE: tagliate stime su inflazione, alzate sul pil Eurozona

La BCE taglia le previsioni sull'inflazione nell'Eurozona per il triennio 2017-'19, ma alza quelle sul pil. I rischi per la crescita sono ora percepiti come "bilanciati".

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La BCE taglia le previsioni sull'inflazione nell'Eurozona per il triennio 2017-'19, ma alza quelle sul pil. I rischi per la crescita sono ora percepiti come

Iniziata la conferenza stampa del governatore della BCE, Mario Draghi, da Tallin, Estonia, dove oggi il board si è riunito per la quarta volta quest’anno. Nel comunicato ufficiale, è stato eliminato il riferimento ai “tassi più bassi” di quelli attuali per un periodo esteso di tempo, rimanendo il “ben oltre l’orizzonte” del “quantitative easing”, il piano di acquisto di assets per 60 miliardi al mese e in programma fino a dicembre. Diramate le nuove stime macro-economiche relative all’Eurozona per il triennio 2017-’19.

Ore 15.15: Alla domanda se il target d’inflazione di quasi il 2% potrebbe non essere più appropriato, qualora lo dimostrasse un’accelerazione della crescita senza una contestuale risalita dei prezzi, Draghi replica che esso è un dato oggettivo, che la BCE non persegue altri obiettivi, se non quello della stabilità dei prezzi e che l’inflazione, in ogni caso, dovrebbe accelerare con la crescita.

Ore 14.58: Draghi chiarisce di non aspettarsi tassi di interesse più bassi per il prossimo futuro, ma se le cose peggiorassero, ammette che potrebbe abbassarli.

Ore 14.50: Nessuna discussione sul possibile avvio del “tapering” da settembre. Niente sarebbe cambiato per Draghi rispetto ai mesi passati sull’inflazione, che resta legata alle variazioni dei prezzi energetici e dei beni alimentari. La risalita dell’inflazione coincide con la creazione di numerosi posti di lavoro, ma molti dei quali sarebbero di “bassa qualità, temporanei”.

Ore 14.45: Draghi “apprezzamento” per l’operazione di salvataggio privato del Banco Popular da parte dell’altra spagnola Santander.

Ore 14.40: Il governatore spiega che i rischi per la crescita economica appaiono “bilanciati”, mentre fino allo scorso board venivano percepiti “al ribasso”, anche se questi ultimi persisterebbero, anche a causa a un “ritmo insoddisfacente di implementazione delle riforme” economiche da parte dei governi dell’area.

Quanto alle nuove proiezioni macroeconomiche, la BCE si attende adesso una crescita del pil per quest’anno dell’1,9%, dell’1,8% per l’anno prossimo e dell’1,7% tra due anni, rivedendo le stime in rialzo rispetto a quelle precedentemente comunicate a marzo. Al contrario, le aspettative sull’inflazione nell’Eurozona si raffreddano al +1,5% quest’anno, al +1,3% nel 2018 e al +1,6% nel 2019.

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Bce, Crisi Eurozona, Economia Europa, Mario Draghi, quantitative easing, stimoli monetari

I commenti sono chiusi.