Confcommercio: casa sempre più un lusso, crescono le spese obbligatorie

Si chiamano spese obbligatorie e sono quelle che riducono il benessere delle famiglie italiane. I dati della Confcommercio evidenziano una tendenza ben precisa

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Si chiamano spese obbligatorie e sono quelle che riducono il benessere delle famiglie italiane. I dati della Confcommercio evidenziano una tendenza ben precisa

La casa si mangia gli stipendi degli italiani con questi ultimi che sono quindi costretti ad andare a ridurre altre spese come quelle alimentari. E’ questo l’aspetto più interessate di uno studio condotto dalla Confcommercio sui consumi degli italiani e sopratutto sul peso crescente di quelle che vengono chiamate come spese obbligatorie. Scrive l’associazione dei commercianti che negli ultimi decenni gli italiani sono progressivamente passati da una prevalenza di consumi facoltativi (e quindi legati alla libera volontà) a consumi obbligatori ossia bollette, pagamento di tasse ma anche mutui e spese assicurative.  

La tendenza negli ultimi 20 anni

Gran parte di tali spese sono destinate alla casa che quindi progressivamente sta diventando un lusso non sempre facile da gestire a causa anche delle tante imposte che sugli immobili gravano (acqua e rifiuti negli ultimi 2 decenni hanno registrato un incremento del 130%). Venendo ai numeri, secondo la Confcommercio si è passati da una spesa pro capite per la casa pari a 1900 euro (dato del 1995) a una spesa procapite di 4100 euro. L’aumento nell’arco di 20 anni è stato del 110% con la spesa per la casa che si mangia il 24% della spesa complessiva delle famiglie italiane. Parallelamente, come si è messo in evidenza nella premessa, le famiglie italiane negli ultimi anni hanno tagliato i consumi alimentari che non a caso hanno registrato una contrazione del 3%. Nel rapporto della Confcommercio si legge che: “la situazione, già evidente negli anni ’90 e nella prima parte dello scorso decennio, si è acuita con l’emergere della crisi economica e con l’adozione di politiche che hanno determinato un aumento della pressione fiscale fattori che hanno fortemente limitato le disponibilità delle famiglie (il reddito disponibile reale è sceso, complessivamente, tra il 2007 e il 2014 del 10,6% e del 14,1% in termini pro capite)“.

Impietosa la conclusione della Confcommercio secondo cui l’incremento dei consumi obbligatori si traduce in una progressiva diminuzione del benessere delle famiglie italiane che sembra assumere un carattere sempre più irreversibile con una inversione di tendenza difficile da centrare.  

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