Con Draghi triplicate le dosi somministrate di vaccino al giorno, entro l’estate immunità di gregge possibile

I ritmi con cui l'Italia somministra le dosi del vaccino anti-Covid accelerano, ma non saranno sufficienti per uscire dalla crisi sanitaria da qui a sei mesi

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Vaccino anti-Covid, l'accelerazione sotto Draghi

A che punto siamo con le vaccinazioni contro il Covid in Italia? Nella giornata di ieri, le dosi complessivamente somministrate sfioravano le 8,5 milioni di unità. La media mobile a 7 giorni si è portata nei pressi delle 170 mila somministrazioni, anche se nel dato sono ancora inclusi i giorni dello stop ad AstraZeneca, deciso dal governo italiano in sintonia con una dozzina di altri stati europei. Di fatto, stiamo procedendo a un ritmo di circa 200 mila dosi al giorno. Considerate che da inizio anno e fino al 13 febbraio scorso, data di insediamento del nuovo governo, erano state somministrate mediamente circa 70 mila dosi al giorno, poco più di un terzo del trend avutosi sotto il premier Mario Draghi.

Tuttavia, si fa presto ad affermare che il nuovo governo si stia dimostrando molto più efficiente e capace del precedente. In effetti, a rilevare era e resta la disponibilità delle dosi. Se rapportiamo il numero delle somministrazioni a quello delle dosi consegnate, notiamo che la percentuale resta intorno all’80%. Questo significa che Draghi ha potuto triplicare il passo grazie all’arrivo in queste ultime settimane di 6,3 milioni di nuove dosi, a fronte delle quali abbiamo aumentato le somministrazioni di oltre 5 milioni.

Sappiamo anche che dal mese di aprile il premier punta a 500 mila somministrazioni al giorno, praticamente due volte e mezza il ritmo attuale. Ancora una volta, però, saranno le disponibilità delle dosi a imprimere l’auspicata nuova accelerazione. E il dato del mezzo milione al giorno non è casuale. Nel secondo trimestre, stando ai contratti siglati dalla UE con le case farmaceutiche Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson & Johnson, all’Italia arriveranno più di 45 milioni di nuove dosi.

A queste potrebbero aggiungersi le 7,3 milioni di Curevac, il cui vaccino deve ancora essere autorizzato dall’EMA.

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Ebbene, se tra aprile e giugno vaccinassimo al ritmo di mezzo milione di dosi al giorno, consumeremmo esattamente tutte le 45 milioni di dosi arrivateci. Un salto di qualità, oltre che di quantità, perché l’accelerazione avvicinerebbe di molto la data in cui raggiungeremmo l’immunità di gregge, la quale prevede un tasso di copertura della popolazione nell’ordine dell’80%. Nel caso dell’Italia, parliamo di almeno 45 milioni di persone. Tuttavia, l’ipotesi che questo obiettivo possa essere centrato prima o durante l’estate appare ad oggi remota.

Guardando i dati, ci accorgiamo che delle 45 milioni di dosi certe (salvo inghippi contrattuali), solo 7,3 milioni saranno fornite da Johnson & Johnson, al momento unico vaccino monodose. Quindi, i vaccinati del trimestre con due dosi scenderebbero a circa 26 milioni. Ma non saranno tutti vaccinati entro fine giugno, perché i richiami con Pfizer si effettuano dopo 21 giorni dalla prima dose e con AstraZeneca dopo ben 12 settimane. Questo significa che al 30 giugno non avremmo 26 milioni di “vaccinati” in più dei quasi 8 milioni del primo trimestre, bensì molti di meno. Al netto delle somministrazioni effettuate del mese, infatti, il numero dei vaccinati entro luglio con due dosi salirebbe di circa 17 milioni e mezzo.

Chiaramente, più velocemente continueremo a vaccinare in estate, maggiore il tasso di copertura della popolazione e più vicina la data entro cui avremo raggiunto l’immunità di gregge. A tale proposito, le dosi che dovrebbero esserci consegnate nel terzo trimestre, cioè tra luglio e settembre, sarebbero più di 84 milioni, qualcosa come 28 milioni al mese. Di questi, quasi 16 milioni saranno di Johnson & Johnson, più di 20 milioni di Pfizer e 14 milioni di Moderna. Entro settembre, quindi, l’80% della popolazione italiana sarebbe certamente vaccinata. A due condizioni: che le dosi prenotate arrivino sul serio e che le somministrazioni giornaliere accelerino, tenendo il passo con le consegne, magari grazie al supporto di medici di base e farmacie.

Insomma, forse l’estate non faremo in tempo a salvarla, ma ci presenteremo al prossimo inizio dell’anno scolastico senza patemi d’animo e l’autunno vedrebbe un serio e definitivo allentamento delle restrizioni anti-Covid.

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