Comuni in rosso: “Rimborso IMU oppure niente stipendi”

Comuni in rosso? L'allarme proviene da Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell'Anci: "O il governo ci paga la prima rata IMU oppure molti Comuni non potranno pagare gli stipendi ai propri dipendenti". Quali ripercussioni ci saranno?

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Comuni in rosso? L'allarme proviene da Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell'Anci:

Una dichiarazione che suona come uno shock quella di Piero Fassino, presidente Anci e sindaco di Torino. Attraverso la sua voce, i Comuni lanciano un ultimatum deciso al governo: “O ci rimborsa la prima rata dell’IMU oppure non potremo pagare gli stipendi ai dipendenti”. Un ultimatum che accende la spia rossa di un allarme più grande: i Comuni sono in rosso? E soprattutto, gli stipendi dei dipendenti dipendono esclusivamente dall’IMU? In realtà, il piano finanziario dei Comuni è regolato da strategie prestabilite: sul conto c’è anche il rimborso della prima rata IMU che il governo ha promesso ai Comuni, avendo affermato a suo tempo che la liquidità di compensazione era stata reperita. Eppure i soldi non sono ancora arrivati e se non dovessero essere versati nelle casse dei Comuni entro questa domenica, sarà molto complicato pagare gli stipendi dei lavoratori.   LEGGI ANCHE Dl Imu: così com’è sottrae risorse utili  

Rimborso prima rata IMU entro domenica oppure niente stipendi ai dipendenti dei Comuni

Ammonta a 2,4 miliardi di euro la cifra che il governo deve trasferire ai Comuni per compensare il mancato gettito derivante dalla prima rata IMU: il 30 settembre è ormai vicino e in molti lamentano l’impossibilità di pagare gli stipendi ai propri dipendenti. Piero Fassino non lascia spiragli, ricordando che a suo tempo erano in molti i sindaci ad aver espresso perplessità sul superamento dell’IMU. “Dal governo ci è stato detto che le risorse per coprire la prima rata IMU sono state individuate e risultano disponibili. Ne chiediamo l’immediata corresponsione”, ha avvertito Fassino. Dichiarazioni, quelle rilasciate da Fassino davanti alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, la cui eco è risuonata a livello mediatico, propagandosi come un fulmine a ciel sereno: “Bisogna fare in fretta perché non facciamo le buste paga con il lapis il 29 settembre. Ci sono procedure che richiedono tempi precisi e se la prima rata non arriva entro domenica, visto che lunedì è già il 23 settembre, c’è il rischio che il 30 settembre molti Comuni non siano in grado di pagare gli stipendi“. Comuni ostaggi del governo? Per Fassino, i sindaci non possono pagare le scelte del governo.

La disponibilità da parte dei Comuni per discutere sull’impostazione della nuova tassa è stata data, ma il presidente dell’Anci ha tenuto a precisare che l’ammontare della nuova Service Tax “non deve essere più onoeroso dell’IMU”, risultando dunque più sostenibile per i cittadini. Quali ripercussioni ci saranno? Qualcosa ci dice che lo sapremo molto presto, forse anche prima di domenica 22 settembre.

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