Comprare o affittare casa, ecco le regioni dove l’acquisto è un affare

Dove conviene comprare casa e dove prenderla in affitto? Ecco i dati delle singole regioni, combinati con quelli sui redditi delle famiglie.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Dove conviene comprare casa e dove prenderla in affitto? Ecco i dati delle singole regioni, combinati con quelli sui redditi delle famiglie.

Mutuo a tasso fisso o variabile? Gli italiani non avrebbero dubbi e in questa fase starebbero optando decisamente per il primo, segno evidente che il mercato si aspetti che i tassi da qui in avanti saliranno. E non potrebbe essere altrimenti, essendo scesi a livelli mai così bassi nella storia d’Italia. In questo articolo, però, ci vogliamo concentrare su un altro aspetto, ovvero se sia più conveniente acquistare o affittare casa. Chiaramente, la risposta non può valere sul piano nazionale, essendo necessario valutare i prezzi degli immobili residenziali e dei canoni di locazione per metro quadrato in ciascuna regione. Va da sé che persino questi dati sarebbero in sé spesso poco indicativi, dato che una cosa sarebbe prendere casa a Roma, un’altra a Fondi. Entrambi i comuni appartengono al Lazio, ma è evidente a tutti la differenza di mercato tra i due.

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Per valutare la convenienza dell’una o dell’altra opzione, dobbiamo rapportare il prezzo di acquisto a quello del canone mensile per metro quadrato, prendendo come riferimento i dati di Immobiliare.it relativi al mese scorso. Ebbene, abbiamo trovato che la regione dove più alto è tale rapporto, ovvero dove acquistare sarebbe relativamente meno conveniente di prendere in affitto, sarebbe la Liguria. Qui, il prezzo medio di acquisto al metro quadrato si attestava a marzo a 2.663 euro, il canone mensile a 8,51 euro, con la conseguenza che comprare casa per un ligure richiederebbe quasi 313 mensilità di canone, ovvero poco oltre 26 anni. A seguire la Campania con un rapporto superiore a 283, ovvero a più di 23 anni e mezzo.

Al contrario, in fondo alla classifica troviamo la Sardegna e la Lombardia. Nella prima, il rapporto prezzo di acquisto/canone mensile al metro quadrato si attesta a 154,2, nella seconda a 155,6. Vale a dire che sia per un sardo che per un lombardo comprare casa richiederebbe un esborso medio di soli 12,9-13 annualità di canone.

Il rapporto tra prezzi e redditi nelle regioni

Ora, però, passiamo a raffrontare i dati di cui sopra con i redditi medi delle famiglie in ciascuna regione. In questo caso, facciamo riferimento agli ultimi dati Istat disponibili e che sono relativi all’anno 2015. Abbiamo trovato che, impiegando tutto il reddito netto per l’acquisto di un immobile residenziale, un cittadino residente in Umbria in un anno si comprerebbe già più di 24 metri quadrati, un friulano 22,8 e un piemontese 22,2. In altre parole, per un immobile di 100 metri quadrati, basterebbero tra i 4 e i 5 anni di reddito per finanziare l’acquisto, ovviamente supponendo che esso venga interamente risparmiato e destinato a quest’unico fine. E dove, invece, comprare casa è relativamente più faticoso? In Valle d’Aosta, nonostante un reddito medio netto elevato (31.151 euro), in un anno si acquisterebbero appena 10,2 metri quadrati, in Liguria 11,4 e in Sardegna 11,7. Dunque, in queste regioni sarebbero necessari tra i 9 e i 10 anni di reddito per acquistare un immobile di 100 metri quadrati.

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Ora, non è detto che i risultati di cui sopra corrispondano esattamente allo stato reale delle cose. Ad esempio, nelle regioni con un reddito medio elevato rispetto al costo per metro quadrato di un immobile, le famiglie potrebbero anche trovarsi impossibilitate a mettere da parte risparmi sufficienti, a causa dell’elevato costo della vita. E allora, la convenienza sopra indicata sarebbe solo teorica, se in effetti non si ha modo di accantonare risorse.

Regione: rapporto prezzo acquisto/canone mensile – reddito netto medio famiglie 2015 – rapporto reddito/prezzo acquisto per metro quadrato

Abruzzo: 220,5; 26.317 euro – 18,5

Basilicata: 240,3; 25.432 euro – 16,5

Calabria: 242; 24.289 euro – 20,9

Campania: 283,2; 24.229 euro – 12,4

Emilia-Romagna: 193,8; 34.700 euro – 19,6

Friuli-Venezia-Giulia: 186,6; 32.217 euro – 22,8

Lazio: 200,5; 29.919 euro – 12,4

Liguria: 312,9; 30.273 euro – 11,4

Lombardia: 155,6; 34.221 euro – 19

Marche: 229,3; 31.650 euro – 18,8

Molise: 229,7; 23.894 euro – 18,3

Piemonte: 183,3 – 30.261 euro – 22,2

Puglia: 182,9; 26.683 euro – 19,8

Sardegna: 154,2; 26.013 euro – 11,7

Sicilia: 217,4 – 21.946 euro – 17

Toscana: 208,5; 33.323 euro- 13,8

Trentino-Alto-Adige*: 293,7; 36.268 euro – 12,9

Umbria: 192,4; 30.094 euro – 24,1

Valle d’Aosta: 221,7; 31.151 euro – 10,2

Veneto: 193,5; 32.973 – 19,8

*Per il Trentino-Alto-Adige abbiamo fatto la media semplice tra i dati delle due province autonome di Bolzano e Trento.

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia

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