Commercio mondiale in ripresa quest’anno, ma rischio protezionismo resta

Il commercio mondiale migliora rispetto a un 2016 deludente e preoccupante, ma aleggiano diverse incertezze, tra cui le elezioni in Francia, Germania e Italia, in grado di colpire la crescita economica globale. E l'economia USA crescerà poco più del 2%.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il commercio mondiale migliora rispetto a un 2016 deludente e preoccupante, ma aleggiano diverse incertezze, tra cui le elezioni in Francia, Germania e Italia, in grado di colpire la crescita economica globale. E l'economia USA crescerà poco più del 2%.

Si affievolisce il pessimismo di quanti avevano temuto un rallentamento del commercio mondiale, dopo un 2016 già deludente, per non dire allarmante, a seguito dell’insediamento alla presidenza USA di Donald Trump, che della lotta contro gli accordi di libero scambio ne ha fatto una battaglia elettorale, come si evince anche dal ritiro degli USA dal TPP (l’intesa commerciale tra 12 paesi del Pacifico) come primo atto della sua presidenza. Invece, il WTO (Organizzazione per il Commercio Mondiale) vede numeri in ripresa: +2,4% quest’anno dal +1,3% dell’anno precedente, il più basso dal 2008 e preoccupante anche in quanto nettamente inferiore al tasso di crescita dell’economia mondiale. Per l’anno prossimo, le previsioni spaziano dal +2,1% al +4%, mentre il range per il 2017 è compreso tra il +1,8% e il +3,6%.

Diverse le incertezze segnalate dall’organismo internazionale, come il rischio protezionismo e forze contrarie alla globalizzazione economica. Il direttore generale Roberto Azevedo spiega che la debole performance del commercio mondiale nel 2016 sarebbe stata legata alla bassa crescita delle economie emergenti, a sua volta dipesa dalla debole domanda di materie prime, che ha abbassato le esportazioni. (Leggi anche: Commercio mondiale così malato?)

Migliora la crescita mondiale

Le cose quest’anno sarebbero migliorate e per questo si respira un’aria di “cauto ottimismo”. Ma Azevedo avverte che se i governi tenderanno a incoraggiare la creazione di posti di lavoro con politiche protezionistiche, il rischio non sarebbe solo di un calo degli interscambi, bensì pure di una minore ripresa delle economie.

E secondo l’economista francese Christophe Barraud, che nonostante la sua giovane età (30 anni), ha incassato per 5 anni di seguito (2012-2016) dal quotidiano finanziario Bloomberg il riconoscimento di migliore statistico al mondo per le previsioni sui dati USA, la crescita mondiale sarebbe quest’anno del 3,4%, superiore al 3% del 2016, “non tanto, ma sempre meglio”, ha affermato. (Leggi anche: I 5 nomi che plasmeranno l’economia mondiale nel 2017)

Elezioni in Europa un rischio

A sostenere l’accelerazione, a suo avviso, sarebbero il contributo positivo delle politiche fiscali per la prima volta dal 2010; il miglioramento della fiducia di famiglie e imprese negli USA, nell’Eurozona, in Asia e tra le economie emergenti; la risalita delle quotazioni del petrolio, che spingerà il settore energetico a nuovi investimenti, dando sollievo alle economie produttrici.

Tuttavia, le prospettive per gli USA vengono riviste al ribasso, dopo che all’avvio della presidenza Trump aveva stimato una crescita economica per quest’anno più vicina al 3% che non al 2%. Adesso, si prevede qualcosa di “appena superiore al 2%”, anche in conseguenza al minore ottimismo sulla capacità del governo americano di tradurre in atti nei prossimi mesi le promesse elettorali su tasse e spesa per infrastrutture. E, infine, parla anche di “incubo per l’economia mondiale”, derivante dai possibili esiti alle elezioni in Francia, Germania e forse anche Italia. (Leggi anche: Economia USA spinta dall’ottimismo)

 

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Argomenti: Altre economie, Economia Europa, Economia USA, Economie Asia, Presidenza Trump

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