Comitati pro Renzi spuntano come funghi: il popolo ha scelto il nuovo leader del Pd?

I tesseramenti del Pd sono ai minimi storici ma il partito guarda già al post Letta: sarà Renzi a smacchiare il giaguaro?

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I tesseramenti del Pd sono ai minimi storici ma il partito guarda già al post Letta: sarà Renzi a smacchiare il giaguaro?

Matteo Renzi potrebbe risollevare le sorti del Pd o fare un partito tutto suo? L’appoggio del popolo per il sindaco di Firenze è dimostrato dal nascere di comitati pro Renzi in tutto lo stivale. Ad aumentare la sua notorietà anche astute mosse di marketing, come il libro “Oltre la rottamazione”, edito da Mondadori, presentato al Salone del libro di Torino (Renzi rottama la rottamazione. L’Imu? E’ “una cambiale pagata a Berlusconi”). Lui sminuisce il fenomeno e appare intenzionato a voler aiutare da “dietro le quinte” ma il proliferare dei comitati a suo favore racconta una realtà diversa.

Chi sono i renziani

L’inner team di Renzi ha descritto il fenomeno come un’espressione di pensiero volontaria ma “innocua”: “Noi non ne sappiamo nulla. Spesso leggiamo di iniziative, ma non c’è una rete. Sono iniziative spontanee In Sicilia si autodefiniscono “Big Bang”, in Lombardia il motto è “Adesso”, in altre regioni d’Italia si identificano come “Officine democratiche“ ma l’obiettivo resta il medesimo: “Allargare il più possibile il fronte del consenso anche fuori dagli steccati del centrosinistra”. Insomma: raccogliere consensi tra gli elettori delusi che votavano Pd. E questi non sembrano essere pochi, a giudicare anche da come sta procedendo a rilento la campagna di tesseramenti 2013 del Pd.

Tesserati Pd in calo: chi voteranno gli elettori delusi alle prossime elezioni?

Il Pd guarda oltre al governo Letta ed ha già fatto partire la campagna di tesseramento del 2013. Dal Nazareno fanno sapere che già a metà marzo sono state inviate le tessere in tutte le regioni. Ma i riscontri ad oggi non lasciano spazio all’ottimismo. Certo il calo di tesseramenti era prevedibile, vista la crisi innegabile del partito soprattutto dopo il tradimento dei101 franchi tiratori” in occasione delle elezioni per il Presidente della Repubblica. C’è chi tra i parlamentari ironizza: “dopo tutto quello che è successo nei famosi 55 giorni di Bersani chi vuoi che si tesseri al Pd?”. Ma tra le file dei democratici c’è poco da ridere… Alfredo D’Attorre, segretario regionale del Pd Calabria, una delle regioni con la percentuale più alta di elettori per Pier Luigi Bersani, ha preferito restare cauto: “Il trend è appena cominciato. È ancora prestissimo. Tenga presente che al centrosud la campagna tesseramenti si sviluppa un po’ più avanti. È fisiologico. Mentre al centronord si sviluppa prima”. Ma intanto alcuni circoli in Sicilia hanno già anticipato che  “sarà difficile che si riconfermi il dato di tesserati del 2012” (553 mila tessere Pd in tutta Italia). Anche  il parlamentare catanese Giovanni Burtone attribuisce il trend all’immagine che il Pd ha dato in occasione delle elezioni per il Quirinale. Forse il dato meno prevedibile è che il Pd soffre anche in regioni storicamente “rosse” come Toscana ed Emilia-Romagna. Oltre a Matteo Renzi anche la sinistra radicale di Nichi Vendola (Sel) potrebbe trarre vantaggio da questo calo di consensi.

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