Come sarà la nuova sinistra di Nichi Vendola?

A ottobre nascerà una nuova sinistra dalle ceneri di Sinistra e Libertà: Vendola, Cofferati e i delusi del PD ne saranno gli esponenti. Il nemico comune? Matteo Renzi.

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A ottobre nascerà una nuova sinistra dalle ceneri di Sinistra e Libertà: Vendola, Cofferati e i delusi del PD ne saranno gli esponenti. Il nemico comune? Matteo Renzi.

A ottobre nascerà un nuovo soggetto politico: sarà il risultato della trasformazione di Sinistra e Libertà, anche se qualcuno parla di rottamazione. Nichi Vendola non parla di rottamare, un termine troppo utilizzato dal nemico comune della sinistra, Matteo Renzi. No, Vendola parla di “cambiare”. E questo cambiamento comincia dal nome del suo partito, che si avvia verso lo scioglimento, e in un nuovo logo per fondare un vero partito di sinistra che sappia non solo raccogliere tutti quei politici di sinistra delusi dal governo Renzi e dalla coalizione che si è formata, ma anche e soprattutto che sappia riconoscere e rispondere a una domanda del Paese, una domanda che esiste e che si fanno tutti quei cittadini elettori delusi dall’attuale PD e che attualmente non si riconoscono in un movimento politico che condivida le sue idee.   Per Nichi Vendola la sinistra ha l’obbligo di superare i vecchi rancori e dovrà presentarsi per la prima volta a ottobre, in un convegno dove si farà l’appello di chi scenderà in campo con questo nuovo soggetto e chi no, per essere pronti a schierarsi in prima linea durante le elezioni amministrative 2016. La nuova sinistra nasce dal successo di Syriza, dalla spinta referendaria, dall’orgoglio del popolo greco e da una dittatura Ue che ormai ha tolto per sempre la sua maschera. C’è il bisogno di costruire un dialogo e non di servire un soggetto burocratico come l’Europa di oggi, dove peraltro, accusa Vendola, Renzi non conta nulla. Presentatosi come homo novus, oggi Renzi conta meno di zero negli equilibri politico-economici che ruotano non più solo attorno al Paese bensì a Bruxelles e a Berlino.   “Il partito della nazione di Renzi è nato morto”, declama Vendola, “è entrato in un cortocircuito fatale”. Renzi ha sbagliato partita in Europa, non gli è riuscito il gioco, con il risultato che “oggi naviga a vista, senza prospettiva di lungo periodo, senza un’analisi né una strategia. In Ue non ha alcun peso“. Il nemico comune della nuova sinistra di Vendola (e degli altri) c’è: non più Berlusconi, almeno per il momento, ma quello stesso Matteo Renzi che ha fatto una breve ma illuminante carriera nel Partito Democratico fino a diventare premier, spesso e volentieri malvisto dagli anziani del partito. E a proposito di anziani, l’obiettivo di Vendola non consiste nel costruire un soggetto dove militino “i custodi delle tombe”, ma una risposta a una domanda che c’è nel Paese. Vendola auspica il confronto “perfar nascere una nuova stagione referendaria con soggetti sociali e creare rinnovamento sulla scuola, sul lavoro e sulla difesa dell’ambiente”.   tweet-cofferati   Intanto la nuova sinistra di Vendola sta raccogliendo adesioni: Sergio Cofferati ha twittato il suo pieno consenso. “Io ci sto”, ha cinguettato. “Cominciamo il lungo cammino per dare forma alla rappresentanza della sinistra”. Il tweet di Cofferati ha menzionato non solo Vendola, ma anche Fassina, Civati e Landini, altri tre probabilissimi candidati ad aderire al nuovo soggetto politico. Un partito che sarà a sinistra del PD e che punta a raccogliere consensi dagli orfani della vera sinistra. Forse qualcuno storcerà il naso, ma è anche vero che per adesso sono solo parole: a ottobre seguiranno i fatti. La nuova sinistra sarà in grado di cambiare le cose o resterà radicata nelle sue convinzioni e nelle sue liti antiquate? Solo il tempo potrà darci una risposta a questa domanda.

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