Come sarà la nuova Forza Italia e come si riorganizzerà la destra?

Come sarà la nuova Forza Italia e come si riorganizzerà l'altra destra? Diamo un'occhiata a quello che si sta muovendo a destra, in un momento politico dove tutto sembra sfaldarsi e rifondarsi, riproponendosi però sempre nello stesso modo.

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Come sarà la nuova Forza Italia e come si riorganizzerà l'altra destra? Diamo un'occhiata a quello che si sta muovendo a destra, in un momento politico dove tutto sembra sfaldarsi e rifondarsi, riproponendosi però sempre nello stesso modo.

Il momento politico italiano è di quelli cruciali: riassetti, riorganizzazioni e rifondazioni da una parte e dall’altra. Mentre il Paese, lentamente, muore, nei partiti politici ci si sfida, tra tensioni, litigi e discussioni, più o meno espliciti. Mentre sull’ala sinistra Matteo Renzi occupa le prime pagine dell’informazione politica, dall’altra ci si interroga su come sarà la nuova Forza Italia e su come si riorganizzerà l'”altra” destra: quella più dura e pura, derivata dallo scioglimento di Alleanza Nazionale. Una questione che forse non interesserà quei cittadini preoccupati di argomenti ben più seri, e su cui vige uno stallo politico che sembra durare da troppo tempo, ma che sicuramente interesserà chi vuole capire come si ristabilirà la nuova politica italiana, in un momento in cui l’attuale governo delle larghe intese sembra destinato a sciogliersi prematuramente.   LEGGI ANCHE Quali e quante sono le correnti nel Pdl? La nuova Forza Italia è già a un bivio  

Come sarà la nuova Forza Italia

Dentro o fuori. Il diktat è questo: all’interno della nuova Forza Italia potrà andarci chi vuole, ma chiunque dovrà avere chiare le nuove regole. La nuova Forza Italia sarà un partito presidenziale di cui Silvio Berlusconi sarà ancora il leader e questo è fuori discussioni. Il Cavaliere farà anche da tramite tra falchi e colombe, almeno per il momento, e sarà coadiuvato dai fedelissimi Daniela Santanchè e Denis Verdini. Angelino Alfano, invece, potrà avere un ruolo all’interno del nuovo partito, anche se è tra le file del governo: questo sembra chiaro, nonostante alcune smentite indirette, ma ciò che risulta chiaro e limpido è che il suo ruolo verrà ridimensionato, e di molto. Forse rientrerà nel ristretto comitato decisionale, ma i suoi poteri resteranno subordinati a quelli di altri. E per quanto riguarda la nuova filosofia? Nessuna novità: il videomessaggio di Berlusconi è stato abbastanza chiaro. A molti è sembrato di aver rivissuto lo spirito del 1994, ma oggi siamo nel 2013 e c’è un altro tipo di disgusto politico da parte dell’opinione pubblica, differente da quello post-Tangentopoli. Silvio Berlusconi e la riproposizione di Forza Italia ne fanno letteralmente parte. Tra i più critici vige l’idea che la nuova Forza Italia non entusiasma nessuno: se prenderà voti, sarà solo ed esclusivamente per il suo leader, Silvio Berlusconi, che ha fatto sentire il suo peso alle recenti elezioni, prendendo per mano un Pdl sfatto e portandolo sul podio dei partiti più eletti. Il suo carisma, incredibile ma vero, convince ancora una parte degli italiani. Per il resto, invece, nulla di nuovo: stesse idee politiche, stessi avversari, stessa impronta berlusconiana. Alcuni critici hanno affermato che in quel videomessaggio Berlusconi avrebbe dichiarato le sue dimissioni e accettare il suo destino: il ritorno politico di Berlusconi, tuttavia, nasconde altre strategie. Che si rifletteranno anche sulla televisione nei prossimi giorni. E sulla rete. E questa è senza alcun dubbio una importante novità della nuova Forza Italia: anche Berlusconi si è accorto del potere della rete e ha subito arruolato alcuni esperti e appassionati per gestire la “campagna elettorale” via Twitter e Facebook. Sì, la nuova Forza Italia sarà anche “social”, ma difficile che porti qualcosa di nuovo a quello che già c’è. Al massimo, qualche ritorno. Come il remix del sito ufficiale del partito, ForzaItalia.it, che punta sul déjà-vu, con un invito diretto agli elettori di aprire “Club Forza Italia” in giro per la penisola.

 La novità riguarderà il tesseramento al nuovo partito: si inizierà con la rete, si proseguirà negli spazi fisici. Insomma, Forza Italia 2.0 in tutto e per tutto.  

Come si riorganizzerà la destra

L’obiettivo dell'”altra” destra è quella di distaccarsi da Forza Italia e dal fantasma di Silvio Berlusconi, con cui hanno trattato fino al compromesso poi realizzato di sciogliere l’antica Alleanza Nazionale.

Le principali figure politiche, da Almirante a Fini, sono ormai scomparse, e oggi di quella destra sono rimasti in pochi. L’obiettivo è quella di rifondare un partito, chiamarlo Officina per l’Italia, e cercare di convincere l’elettorato che un’alternativa a Berlusconi esiste, ed è valida. L’opera di reclutamento partirà con i delusi del Pdl, per proseguire poi con gli ex dell’ala centrista. I sondaggi, tuttavia, non sono favorevoli all’altra destra. Almeno fino al videomessaggio berlusconiano che ha ufficializzato definitivamente il ritorno di Forza Italia. In molti, tra gli elettori di Centrodestra, avranno pensato che si tratta del solito disco, ripetuto fino all’infinito. Nulla di nuovo, solo un nome a fare da garanzia. Ma l’altra desta è più ampia di quello che si possa pensare: ci sono anche i delusi di Fare per Fermare il Declino, iniziativa rocambolescamente interrotta da Oscar Giannino. E poi ci sono tutti quei “conservatori” che con Berlusconi non vogliono più avere a che fare. Che hanno scoperto il gioco e vogliono sedersi a un altro tavolo. Proprio per questo motivo sembra già tramontare l’idea di una nuova Alleanza Nazionale, come spera (non troppo) in segreto Francesco Storace, leader di La Destra. Un ritorno che potrebbe spostare più voti, che è anche un nome per la leadership, è quello di Giulio Tremonti, ormai lontano da Berlusconi. Chissà che l’ex ministro dell’Economia non dia il suo ok per rifondare una destra che spaventi l’ala berlusconiana. E anche quella del PD. Perché in fin dei conti, la sfida è sempre quella: Centrodestra contro Centrosinistra. E qualcuno afferma che neppure stavolta il Movimento 5 Stelle resterà semplicemente a guardare.    

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