Come reagiscono i mercati obbligazionari alle decisioni di Bce e Ue?

Secondo un rapporto del Centro Studi della banca centrale di Finlandia, le politiche convenzionali e straordinarie di Bruxelles e Francoforte riescono solo in parte a tamponare l’ascesa dei rendimenti dei buoni del tesoro.

di Stefano Fugazzi, pubblicato il
Secondo un rapporto del Centro Studi della banca centrale di Finlandia, le politiche convenzionali e straordinarie di Bruxelles e Francoforte riescono solo in parte a tamponare l’ascesa dei rendimenti dei buoni del tesoro.

Il Centro Studi della Banca di Finlandia ha recentemente pubblicato un interessante studio circa l’impatto delle politiche economiche e monetarie dell’Eurozona sulla performance dei credit default swap (CDS) e sui rendimenti delle obbligazioni sovrane dei principali Paesi dell’area (Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna).

Il rapporto, che prende in considerazione il periodo che va dal gennaio 2007 al marzo 2012, getta più ombre che luci sull’efficacia delle politiche economiche e monetarie attuate da Bruxelles e Francoforte nel corso dell’ultimo quinquennio. Secondo gli economisti finlandesi, infatti, le iniziative comunitarie producono benefici di breve durata riuscendo solo in parte a tamponare l’ascesa dei rendimenti delle emissioni decennali.

In linea con le attese, le politiche economiche e monetarie a favore del settore privato – quali la variazione del costo del denaro, l’iniezione di liquidità nel circuito bancario e l’acquisto di covered bond – hanno prodotto risultati contrastanti. Mediamente positiva è, invece, la reazione alle politiche monetarie non convenzionali della Bce a sostegno del comparto obbligazionario sovrano.

Di seguito riportiamo le principali conclusioni del rapporto redatto dal Centro Studi della Banca di Finlandia.

TASSI D’INTERESSE E INIEZIONE DI LIQUIDITÀ

Secondo gli economisti finlandesi, la variazione dei tassi d’interesse – si faccia riferimento, per esempio, agli incrementi del 2011 e ai successivi tagli al costo del denaro – non hanno influenzato né positivamente né negativamente i CDS e i rendimenti dei bond decennali. Generalmente positiva è, invece, la relazione tra l’annuncio di misure non convenzionali di liquidità a favore del settore bancario e la riduzione del valore dei CDS e dei tassi d’interesse dei buoni del tesoro.

PIANO EUROPEO DI RILANCIO ECONOMICO

Nel giugno 2008 le istituzioni comunitarie hanno varato una serie di misure a breve e lungo termine per sostenere le PMI e riattivare la crescita economica e occupazionale dell’Eurozona. Le politiche comunitarie di stimolo all’economia hanno, tuttavia, determinato l’innalzamento dei rendimenti dell’intero comparto obbligazionario sovrano, eccezion fatta per i decennali di Irlanda e Portogallo.

COVERED BOND PURCHASE PROGRAMME (CBPP1 E CBPP2)

I due piani d’acquisto di obbligazioni bancarie garantite della primavera 2009 e dell’autunno 2011 – periodo durante il quale la Bce ha reperito emissioni per un controvalore di 100 miliardi di euro – hanno spinto al rialzo i rendimenti dei Bund tedeschi e al ribasso quelli italiani e spagnoli.

SECURITIES MARKET PROGRAMME

In linea con le attese, è stata mediamente positiva la reazione del comparto obbligazionario europeo alla decisione della Bce di acquistare sul mercato secondario le emissioni sovrane dei Paesi più a rischio.

I FONDI “SALVA STATI” EFSF-ESM

Luci e ombre sui due meccanismi europei di “mutuo soccorso”: l’Efsf e l’Esm. L’istituzione del primo fondo Salva Stati (l’Efsf) ha generalmente spinto al ribasso i rendimenti di tutte le emissioni sovrane con la sola eccezione dei decennali portoghesi. Esattamente speculare la reazione per l’Esm: i soli buoni del tesoro di Lisbona hanno, infatti, accolto positivamente l’istituzione del nuovo fondo Salva Stati.

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Argomenti: Crisi Euro