Come le banche italiane disincentivano il risparmio sul conto corrente

L'authority rileva diversi margini per i risparmiatori, ma che spesso non vengono sfruttati, a causa della bassa mobilità. Le spese sul conto corrente sono comunque in calo dal 2007

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Nel suo monitoraggio effettuato tra il 2007 e il 2012 sui costi dei conti correnti, l’Antitrust presieduta da Giovanni Pitruzzella ha analizzato le dinamiche di un campione di 52 banche e 14.500 sportelli, il 44% del totale delle filiali in Italia. Nei cinque anni presi in esame, l’authority ha trovato che il costo di un c/c è sceso lo scorso anno a 80 euro annui, mentre nel 2009 era ancora di 100 euro. Tuttavia, si rilevano grosse differenze sia tra i conti tradizionali e i conti online, sia anche sulla base della tipologia della clientela.

Dal 2007 al 2012, ad esempio, i cali più sostenuti sono stati per i giovani (-19%), mentre più contenuti sono stati per famiglie e pensionati con operatività minore (rispettivamente del 2,8% e del 3,6%). E se la tenuta di un conto online risulta costare mediamente il 30% in meno di un conto tradizionale, quest’ultimo presenta costi variabili dai 100 euro fino a punte massime di 180 euro all’anno.

 

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Ma l’Antitrust lancia l’allarme rincari: la tendenza alla riduzione dei costi si sarebbe arrestata nel 2012, con aumenti del 3% sul 2011 per i giovani, del 7% per le famiglie con operatività media, dell’8% per quelle con operatività elevata o bassa e del 9% per i pensionati con operatività media.

 

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Certo, l’authority spiega che si potrebbero risparmiare fino a 180 euro all’anno, se il cliente si decidesse ad accendere il conto corrente più economico sul mercato, trasferendosi in un altro istituto. Ma la mobilità sarebbe scarsa, mediamente del 10-12%, così come il disincentivo arriverebbe anche dai tempi lunghi per la chiusura di un conto. Si pensi che i tempi medi per chiudere un conto titoli sono di 37 giorni lavorativi. Non decolla, poi, il conto base, ossia la possibilità prevista dalla nuova normativa europea di accendere un conto corrente con funzionalità di base e per questo a costi molto ridotti. E la domiciliazione delle bollette sul c/c rappresenta un’altra forma di disincentivo a cambiare conto e istituto.

Tra i costi messi in evidenza dall’Antitrust ci sono gli addebiti fino a 6,80 euro per un bonifico (3,50 euro online), fino a 5,80 euro per un prelievo bancomat in banche diverse per una famiglia con operatività elevata, 2,70 euro per la domiciliazione delle bollette e l’accredito dello stipendio o della pensione e 3 euro per l’addebito della rata del mutuo.

Si difende l’Abi, che definisce “impensabile” solo fino a qualche anno fa il costo contenuto dei c/c italiani, pari mediamente a soli 27 centesimi al giorno, un importo molto basso per i banchieri, specie in tempi di margini così ridotti. E sempre l’Abi ritiene che il tasso di mobilità della clientela nel nostro paese sia in linea con la media UE.

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Argomenti: Economia Italia

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