Come il food delivery rivoluzionerà le nostre cucine: un business da 201 milioni

Il mercato del dood delivery già vale molti soldi ma entro il 2030 potrebbe rivoluzionare le cucine il settore della ristorazione.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Il mercato del dood delivery già vale molti soldi ma entro il 2030 potrebbe rivoluzionare le cucine il settore della ristorazione.

Lavoro, minuti contati e una vita sempre più frenetica ad oggi rispecchiano la morte della cucina fatta in casa ma l’avvento della tecnologia, che ha investito davvero ogni settore, e l’arrivo del food delivery, entro pochi anni potrebbe distruggere anche una buona fetta del mercato della ristorazione tradizionale.

Un mercato da 201 milioni di euro

Sono cambiate le abitudini dei consumatori, sempre meno propensi a perdere tempo in cucina come facevano un tempo nonne e mamme, e di conseguenza è scoppiata la mania del food delivery, il cosiddetto cibo pronto consegnato direttamente a casa. Erano i tempi dei ristoranti o della rosticceria vicino casa, dove acquistare all’ultimo la cena del giorno, fino all’exploit di Just Eat, che ha aperto le danze nel 2015, e a cui sono seguite altre start up come Deliveroo, Glovo, Foodora e UberEats, un mercato che già nel 2017, in base ai dati dell’Osservatorio eCommerce b2c del Politecnico di Milano, ammontava già a 201 milioni di euro.

La crescita c’è si può toccare con mano osservando il numero di clienti; solo ad inizio 2018, 4 milioni di italiani hanno usato una delle start up per farsi consegnare il cibo a casa, un trend che riguarda soprattutto la fascia di età tra 25 e 34 anni, quella ormai meno propensa a perdere tempo davanti ai fornelli e magari spendere troppo al ristorante. E il mercato sembra davvero destinato a crescere visto che nel giro di 3 o 4 anni il valore potrebbe arrivare a 2 miliardi e mezzo di euro. Gli stessi dati vengono confermati dalla Coldiretti: il food delivery è un mercato in netta crescita, nelle città la copertura è migliore rispetto ai centri più piccoli e i giovani sembrano i più propensi ad usufruirne.

Cucine addio nel prossimo futuro

Mentre dall’altro lato troviamo il dibattito ancora aperto sui riders senza tutele, le prospettive di crescita del mercato del food delivery guardano ancora avanti. Secondo un recente articolo di Business Insider, che ha ripreso i dati della banca Ubs, entro 15 anni il food delivery “ucciderà la cucina” nel vero senso della parola. Questo accadrebbe non solo per un cambio netto delle abitudini volte sempre più all’abbandono della cucina in casa, ma anche al prezzo dei piatti consegnati nelle nostre dimore: se le start up useranno robot o droni per la consegna del cibo, i costi del piatto pronto si abbasseranno ancora di più, arrivando a costare come una cena fatta in casa, e a quel punto sarà superfluo perdere tempo a cucinare o spendere il triplo per una cena al ristorante. Le conseguenze, a lungo termine, saranno la scomparsa o la riduzione dello spazio per le cucine e una rivoluzione per i ristoranti, che già ad oggi hanno cominciato a dedicare più tempo al cibo da asporto, vedendo in esso una fonte di guadagno conveniente e aggiuntiva.

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Argomenti: Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici, Social media e internet

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