Come il coronavirus può incidere sul richiamo dei prodotti alimentari

Le conseguenze economiche dei richiami alimentari sulle aziende.

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Le conseguenze economiche dei richiami alimentari sulle aziende.

I richiami dei prodotti alimentari e, di conseguenza, la sicurezza in campo alimentare sono al terzo posto della classifica stilata da Agcs (Allianz Global Corporate & Specialty) sui principali rischi riferiti a sinistri di responsabilità civile. Nell’ultimo rapporto realizzato da Agcs viene posto l’accento su quali potrebbero essere i possibili effetti della pandemia di coronavirus in questo settore, come cioè il Covid-19 possa impattare sui richiami di sicurezza degli alimenti.

Coronavirus e richiami prodotti alimentari, il duplice impatto

In primis, gli esperti di Allianz Global Corporate & Specialty pongono l’accento sui rinnovati standard igienici, grazie ai quali il rischio di possibili contaminazioni degli alimenti si riduce in maniera sensibile rispetto al passato. A questo proposito, va sottolineato come una delle cause più frequenti dei richiami dei prodotti sia appunto la contaminazione.

 

C’è però un secondo scenario, del tutto opposto al primo, secondo cui il coronavirus avrebbe conseguenze deleterie sulle nuove metodologie e tutto ciò porterebbe a un rischio più elevato in riferimento alla sicurezza alimentare. Il rapporto Agcs tira in ballo ad esempio il lavoro da remoto del personale, la chiusura forzata delle aziende e il seguente ripristino delle operazioni, oltre a una diminuzione del numero di ispezioni da parte delle autorità competenti. In più, l’analisi mette in guardia sul possibile aumento delle catene di fornitura irregolari.

Le conseguenze economiche dei richiami alimentari sulle aziende

In media, un’azienda che si trova suo malgrado a fronteggiare un richiamo alimentare subisce un danno economico di dimensioni importante, senza contare la cattiva pubblicità in termini di immagine del marchio e reputazione. Secondo un recente studio effettuato dalla Grocery Manufacturers Association (Gma), in collaborazione con il Food Marketing Institute, ogni società che subisce un richiamo alimentare di un suo prodotto in commercio richiede alla propria compagnia assicurativa in media una somma pari a 9,5 milioni di dollari, in modo da far fronte appunto ai danni legati sia all’immagine del brand, alle vendite andate perdute.

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