Come i robot e la tecnologia cambieranno il mercato del lavoro: quale futuro per i lavoratori?

Secondo il rapporto realizzato dall'Organizzazione internazionale del lavoro più del 50% delle mansioni lavorative potrebbero subire cambiamenti nei prossimi anni.

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Secondo il rapporto realizzato dall'Organizzazione internazionale del lavoro più del 50% delle mansioni lavorative potrebbero subire cambiamenti nei prossimi anni.

Che i robot cambieranno il mondo del lavoro è risaputo. Resta da capire in che modo. La realtà è che, ad oggi, non sono soltanto i robot a mettere a repentaglio il posto di lavoro umano, basterebbe anche un semplice software per cambiare le mansioni dei dipendenti. Questo significa che la vera minaccia, se così vogliamo chiamarla, è la tecnologia, almeno guardando ad alcuni mestieri nello specifico. 

Come cambia il lavoro con l’era dei robot

Secondo una ricerca di Eurostat, il 16% dei lavoratori che utilizzano internet hanno visto cambiare le proprie mansioni a causa dell’introduzione di un nuovo software o un nuovo apparecchio. L’incidenza sembra più alta nei paesi del Nord Europa e meno nei paesi che si trovano al Sud dell’Europa. Guardando ai dati questo è successo al 29% dei dipendenti norvegesi e soltanto al 3% di quelli di Cipro. In Italia la percentuale è del 12%, proprio come Belgio, Repubblica Ceca, Lituania e Slovacchia mentre in Portogallo e Irlanda la cifra è arrivata al 21%. Tutto dipende, insomma, da quanto i dipendenti usano il digitale nelle mansioni di lavoro. Per molti, comunque, l’introduzione di un software ha cambiato le mansioni e non è neppure detto in peggio.

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I robot nel futuro

Molto più pesante potrebbe essere l’introduzione di robot e dell’intelligenza artificiale, che davvero potrebbero cambiare in maniera radicale il mondo del lavoro. Non è detto in maniera negativa. Infatti, se molte figure andranno a scomparire, altre potrebbero nascere e dare un nuovo sbocco al mercato. Secondo un rapporto realizzato dall’Organizzazione internazionale del lavoro c’è la necessità di “interventi urgenti” per proteggere i lavoratori dai cambiamenti in atto.

Secondo l’indagine più del 50% delle mansioni lavorative potrebbero subire cambiamenti nei prossimi anni. Questo senza considerare i 300 milioni di lavoratori che vivono in condizioni di povertà. Secondo Sharan Burrow, segretario generale della Confederazione sindacale internazionale: “Questo rapporto mostra quali potrebbero essere le conseguenze di un mondo senza diritti. Molte persone si trovano già in questa situazione. Ho parlato con molti di loro: solo tre settimane fa in India c’è stato uno sciopero che ha coinvolto 200 milioni di persone. Sono persone che provano rabbia e disperazione e vogliono un cambiamento”.

Laddove la povertà è un problema primario, dunque, l’avvio dell’intelligenza artificiale e della sostituzione della mano umana per mansioni che prima venivano svolte da persone, potrebbe davvero rappresentare un’emergenza.

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