Come cambieranno i rating sovrani: giudizi solo il venerdì dopo la chiusura

La stretta sulle agenzie di rating si è scontrata con pesanti pressioni da parte delle lobby. Ma qualcosa potrà cambiare

di Enzo Lecci, pubblicato il
La stretta sulle agenzie di rating si è scontrata con pesanti pressioni da parte delle lobby. Ma qualcosa potrà cambiare

Dopo mesi di trattative il Parlamento Europeo, i governi dei paesi membri e la Commissione Ue sono giunte finalmente a un accordo sulle nuove regole che le discusse agenzie di rating dovranno seguire. La proposta unitaria non è ancora approvata e non è quindi esecutiva. Sarà necessario attendere il via libera del Parlamento di Bruxelles che potrà esserci solo dopo una serie di riunioni tecniche. Ma vediamo, nel dettaglio, quelle che sono le nuove regole sull’emissione di giudizi sui debiti sovrani dei paesi europei da parte delle agenzie. I tre pilastri su cui poggi il regolamento sui rating sono:  trasparenza, introduzione di un limite massimo alla rivelazioni (fissato a 3 giudizio all’anno), riduzione della dipendenza dalle valutazioni esterne, maggiore concorrenza e introduzione della responsabilità civile. I passi in avanti verso un maggiore controllo sulle agenzie di rating sono innegabili ma il provvedimento che dovrà ottenere ora il via libera del Parlamento Europeo non può sicuramente essere definito come una stretta nè tantomeno è prevista la creazione di una agenzia di rating europea. In questo senso le parole  del relatore Leonardo Domenici (Pd) sono illuminanti. Secondo il deputato, l’intesa è certamente un passo in aventi ma comunque non centra l’obiettivo che la stessa Europa si era fissato quello ossia di sottoporre a vincoli severi l’azione delle agenzie. A spiegare i motivi per i quali l’Europa non è riuscita a andare oltre è stato lo stesso Dominici che in una intervista ha fatto riferimento a forti pressioni non solo da parte delle tre sorelle dirette interessate. “Molto resta ancora da fare per tenere a freno l’attivita’ delle agenzie di rating le cui valutazioni possono essere non ben fondate e essere pubblicate al momento giusto con il risultato che si aggravi la crisi” ha affermato Dominici. I punti più importanti tra quelli che abbiamo elencato sono comunque il limite a 3 per anno nelle valutazioni sul singolo paese e il tentativo di introdurre maggiore concorrenza.  

Il calendario dei rating e la concorrenza

Per quanto riguarda il cosiddetto “calendario”, l’accordo tra Commissione, Parlamento e Governi nazionali prevede il divieto di pubblicare all’improvviso le relazioni sui paesi. Le agenzie dovranno invece definire un calendario annuale che prevede al massimo tre rating all’anno non richiesti dal paese emittente. Ad ogni modo (forse in virtù dell’esperienza fornita recentemente dal caso italiano) i rating potranno essere pubblicati il venerdì dopo la chiusura dei mercati e almeno un’ora prima dell’apertura. Viene inoltre riconosciuto il diritto di paesi e investitori a conoscere gli elementi su cui l’agenzia ha fondato il suo giudizio. Per quanto riguarda la maggiore concorrenza è stata stabilito che in caso di valutazioni multiple gli emittenti dovranno ricorrere al giudizio di una piccola agenzia di rating e nel caso in cui non lo facciano dovranno spiegare le ragioni alla base della loro decisione.  

Meno dipendenza dai rating e responsabilità civile

Piccoli passi in avanti sono stati fatti anche  sul fronte della dipendenza. In tal senso è stato stabilito che le finanziarie dovranno mettere a un punto un sistema di valutazione interna sulla solvibilità che non tenga solo conto dei rating delle agenzie. Per limitare i conflitti di interesse, l’accordo a tre ha riconosciuto l’introduzione di limiti formali all’azionariato. In particolare è stato introdotto un obbligo di trasparenza nel caso in cui l’agenzia ha degli interessi nell’attività valutata o nei suoi prodotti, nonchè nel caso in cui l’entità valutata è azionista dell’agenzia o se gli azionisti dell’agenzia hanno degli interessi nell’entità valutata. L’azionariato di uno medesimo investitore in diverse agenzie di rating è stato inoltre limitato al 5%. In tema di responsabilità civile, l’accordo raggiunto a Bruxelles prevede la possibilità che le stesse agenzie siano chiamate a rispondere nel caso di errori dovuti a negligenza.

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Argomenti: Economie Europa

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