Come cambierà il vino a causa del clima impazzito: allarme per i produttori

E' allarme clima impazzito, a rimetterci anche il vino e le produzioni che dovranno spostarsi andando a danneggiare gli eco sistemi.

di Chiara Lanari, pubblicato il
E' allarme clima impazzito, a rimetterci anche il vino e le produzioni che dovranno spostarsi andando a danneggiare gli eco sistemi.

Addio al vino come lo conosciamo oggi? Secondo le ultime e drammatiche proiezioni sembra proprio di sì e sarà tutta colpa del clima impazzito.

Come cambierà la produzione di vino

Durante la 27esima edizione del Merano WineFestival, il climatologo Georg Kaser, in concomitanza l’evento “Il futuro del vino tra cambiamenti climatici, nuove opportunità nella produzione e aspettative dei consumatori” ha esposto i risultati del suo studio parlando proprio delle terribili conseguenze dei cambiamenti climatici sulle viticolture. Uno dei prodotti più amati del mondo, soprattutto dagli italiani, potrebbe cambiare sapore e consistenza. Il motivo è presto detto. I cambiamenti climatici determinano un calo delle aree coltivabili e per continuare a produrre vino bisognerà sfruttare altre zone, più a nord e in alto andando a distruggere la flora e la fauna locali. Nelle ipotesi più catastrofiche si pensa che già entro il 2050 molte delle aree che producono vino (Toscana, Borgogna, Cile etc etc) vedranno scendere del 73% le zone coltivabili a causa dell’innalzamento delle temperature. Anche 1 grado e mezzo in più potrebbe fare la differenza. I produttori saranno così obbligati a trovare zone incontaminate danneggiando gli ecosistemi.

Come sarà il vino?

La produzione del vino in zone diverse cambierà anche la qualità dello stesso come si fa notare nella tavola rotonda: “L’impatto del cambiamento climatico impone un graduale spostamento dei vigneti ad altitudini più elevate cambiando radicalmente le varie micro aree vitivinicole. Entro il 2050 saranno alcune zone del Mediterraneo a subire i danni peggiori. Le precipitazioni diminuiranno, le temperature si alzeranno e i produttori di vino, per sopravvivere, dovranno cambiare del tutto zona di produzione andando a danneggiare gli habitat degli animali”.

Secondo uno studio pubblicato su Pnas: “Entro il 2050, in alcune regioni del globo, le superfici adatte alla produzione di vino diminuiranno del 73% nel peggiore dei casi, il che metterà sotto pressione i fiumi e gli altri sistemi di acqua dolce perché i vignaioli utilizzeranno l’acqua per rinfrescare le viti o per irrigare, al fine di compensare l’aumento delle temperature e la diminuzione di piovosità”. A rimetterci anche il vino che potrebbe avere un sapore sempre più alcolico e appiattito. Dunque l’amata bevanda che, ad oggi, gli italiani adorano potrebbe cambiare del tutto odore e consistenza.  

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Argomenti: Crisi materie prime, Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici